«Ecco sul tavolo tutti i soldi per il Terzo valico»

C’è anche «Condotte», una della maggiori società di costruzione a livello nazionale, nel «CoFerGeMi», il Consorzio ferrovia Genova-Milano che ha presentato ufficialmente ieri alle Ferrovie il piano finanziario per la realizzazione del Terzo valico. Si completa così la cordata di protagonisti - Banca Intesa, San Paolo Imi, Impregilo - che, in caso di risposta affermativa da parte di Ferrovie e governo, si assumerà l’onere di anticipare l’intera somma occorrente alla costruzione della nuova linea oltreappennino indispensabile allo sviluppo dell’economia di Genova e della Liguria, ma anche dell’intero Paese. Il Consorzio, comunque, può contare fin d’ora sull’esplicito impegno ad aderire all’iniziativa da parte di altri «pezzi da novanta» del mondo economico come Mediobanca, Banca Carige e Unicredito che hanno fatto sapere di essere pronti a inserirsi a pieno titolo nel progetto una volta completato l’iter di ratifica del piano finanziario da parte delle Ferrovie.
«Ora possiamo dire davvero di essere molto soddisfatti - conferma Paolo Odone, presidente della Camera di commercio genovese e fra i più convinti sponsor dell’opera -. Il Terzo valico, che era stato messo ancora una volta in discussione accampando la mancanza di risorse finanziarie necessarie ai lavori, circa 4 miliardi e 800 milioni di euro, ora potrà finalmente partire ed essere completato in tempi tecnici ragionevoli. Lo hanno capito i maggiori istituti finanziari, e questo piano finanziario - aggiunge Odone - segna davvero una svolta per la città e la regione. Genova sta implodendo, dal punto di vista del calo demografico e dell’economia. Con la nuova linea ferroviari potrà riprendere la strada della crescita». Infine, l’annuncio: «Abbiamo invitato a Genova il presidente del Consiglio Romano Prodi, in occasione dell’incontro che verrà organizzato fra tutte le Camere di commercio del Nord Ovest sul Terzo valico». Intanto, il senatore di Forza Italia Luigi Grillo, che ha «ispirato» con particolare insistenza la formula vincente del Consorzio, precisa i particolari dell’operazione. «Per costruire la linea ci vorranno 8-10 anni. In questo periodo lo Stato non spenderà un euro, in quanto tutti i soldi verranno anticipati dagli istituti di credito secondo i principi classici del project financing. Per questo a breve termine verrà instaurata una trattativa per definire il “canone di restituzione“, strettamente connesso alla durata della concessione e parametrato sia sui ricavi di gestione della tratta, sia sul contributo riconosciuto dallo Stato che si trova a ricevere un’opera pubblica già pienamente realizzata».
A giudizio di Grillo, anche se per la legge 166 del 2002 la risposta al piano finanziario dev’essere data entro 4 mesi, «il dibattito estremamente approfondito di questi anni sul Terzo valico può ben consentire alle Ferrovie di rispondere alla proposta in un tempo molto più contenuto, diciamo un mese». Risolto il nodo dei finanziamenti, non ci sono più scuse per bloccare l’opera. Rimane solo il nodo politico. Ed è ancora Grillo a sottolineare: «Auspico un’adesione trasversale, e il superamento delle contrapposizioni. Il Terzo valico non è di destra o di sinistra. È fondamentale per il Paese. Mi auguro che ora lo capiscano tutti».