Ecco Tonellotto, il presidente che fa pagare i giornalisti

Si è presentato alla squadra nel pomeriggio di ieri (era accompagnato dal presidente Giuseppe Ruggieri), e domani sarà allo stadio Picco per la gara con l'Albinoleffe. È iniziata l'era di Flaviano Tonellotto, sul tavolo un preliminare di acquisto che sarebbe stato già firmato. Spiega di essere soltanto un mediatore, dietro di lui un gruppo che si occupa di marketing e pubblicità a Roma che «è molto importante». «Assumo il ruolo di general manager - ha precisato - Giuseppe Ruggieri rimane presidente per i prossimo mesi».
A proposito di futuro: «So che la squadra si deve salvare e vogliamo raggiungere l’obiettivo quanto prima». E poi il presente: «Entro fine mese pagherò due mesi di stipendi. A metà febbraio giungerà probabilmente un’altra tranche. Per quanto riguarda il calcio mercato avrò subito un summit con l’allenatore Antonio Soda e il consulente Giuseppe Cannella».
Ma facciamo un passo indietro: prima di Spezia altre due esperienze nel calcio non troppo fortunate.
«In cinque campionati, se le istituzioni di Sanremo staranno dalla nostra parte, arriveremo alla serie B». Parole di Tonellotto quando sbarcò nella riviera dei fiori. Sono passati più o meno cinque mesi, e il nuovo amore si chiama Spezia anche se qualcuno dice che il proprietario della Sanremese è sempre lui. Prima tappa Trieste al termine della stagione 2004 -05, acquista la società da Amilcare Berti. Professione immobiliarista, Tonellotto capì subito una cosa: se qualcosa non funziona, bisogna cacciare l'allenatore. Alla coppia Alessandro Calori-Adriano Buffoni seguirono Pietro Vierchowod, il dirigente Francesco De Falco, l'allenatore delle giovanili Vittorio Russo e Andrea Agostinelli. Beh, lo hanno fatto in tanti ed è giusto concederlo anche lui. Tutto regolare, direte voi? Questo sì, altri episodi invece sono un pizzico più curiosi. Un giorno decide che una sconfitta interna (il Catania vinse a Trieste) poteva valere una decisione forte: stipendi dimezzati a tutta l'area tecnica della Triestina, ai giocatori e persino all'allenatore Vierchowod. Ingaggi congelati fino al 20 dicembre: se la Triestina ritroverà la giusta mentalità, pronto a restituire gli arretrati non pagati, disse.
Siamo appena all'antipasto. Anche perché il resto del menù ogni tanto lo decide lui. Una dietamacrobiotica rigorosissima per i giocatori. Non è finita. Capita pure che i giornalisti del quotidiano 'Il Piccolo' vengano allontanati dalla sala stampa dello stadio Nereo Rocco. I motivi della decisione? I servizi pubblicati alla vigilia della partita. I colleghi, così, furono costretti ad acquistare i biglietti di tribuna centrale per poter assistere alla partita e informare i propri lettori. Non c'è mai stato un grande feeling con i giornalisti, una volta s'inventò anche questa: volete parlare con i giocatori della Triestina, allora è giusto che paghiate. Apriti cielo, i giornalisti si ribellano ma intanto lui fa il giro delle televisioni nazionali per raccontare questa novità. Il clou succede quando esonera Vierchowod e decide di andare in panchina, ma siccome lui il patentino non ce l'ha, tocca al dg Defalco, che, invece, lo aveva. Esordio con vittoria, Tonellotto si gode il trionfo. Saluta Trieste all'inizio di febbraio del 2006, si dimette e al suo posto diventa presidente la moglie. È il primo passo verso l'addio, alla base c'è un problema giudiziario: nei suoi confronti ci sarebbe stata l'interdizione da qualsiasi carica societaria in seguito ad una condanna. Deve scontare anche una squalifica inflitta dalla Disciplinare che scadrà il prossimo 14 aprile. Ad agosto rileva la Sanremese, ufficialmente il suo incarico è quello di consulente per il calcio mercato. L'idillio dura pochissimo, poi si spezza l'incantesimo e si riaffacciano nuovi problemi. I tifosi occupano anche lo spogliatoio della squadra per protesta.
Adesso un'altra avventura a La Spezia.