«Ecco come trovare i soldi per la Gronda di levante»

Infuocata assemblea a Castelletto dove non sono stati ancora neppure riparati gli errori commessi all’inizio della fase di sperimentazione

Ma è proprio vero, senatore? A fine mese il ministro Di Pietro darà il via libera alla gronda di levante?
«Un momento, diciamo le cose come stanno - replica Luigi Grillo, Forza Italia -: il ministro delle Infrastrutture ha accolto pienamente le mie considerazioni per risolvere i problemi di finanziamento delle grandi opere, e si è impegnato a inserire fra pochi giorni una modifica ad hoc nel Codice degli appalti. In questo quadro rientra anche la soluzione per realizzare la gronda di levante, la tratta a monte che va da Bolzaneto a Chiavari».
Il governo ha sempre detto che mancavano i soldi.
«E invece io ho dimostrato, con un ragionamento di ingegneria finanziaria applicato al project financing, che i soldi si possono trovare. Tutti, non solo una tranche per aprire i cantieri».
Più che ingegneria finanziaria sembra un tocco di bacchetta magica.
«Non è vero. E lo dimostro: si tratta di prevedere, nel piano finanziario delle infrastrutture, un prezzo di restituzione dell’opera al concedente per la quota non ammortizzata nel periodo di gestione».
Facciamo due conti, per capirci meglio.
«È semplice. Consideriamo, ad esempio, che la gronda costi 4 miliardi di euro. La società Ili, presieduta da Giovanni Berneschi, ha già detto che, nell’ambito di un progetto di project financing (parziale copertura dei costi di realizzazione, a fronte di una concessione trentennale) è pronta a finanziare il 60 per cento dell’opera, mentre il 40 per cento resta a carico dell’Ansa, cioè dello Stato».
Lo schema-Grillo interviene proprio su questo 40 per cento.
«Lo Stato dice al privato-concessionario: tu anticipi tutti i soldi, e io garantisco che al termine della concessione, quando entro in possesso dell’opera, ti restituisco i soldi che hai anticipato per mio conto. Il famoso 40 per cento».
Allo Stato conviene.
«Certamente. Oggi non spende un euro, e fra trent’anni si trova proprietario di un’opera rivalutata. A quel punto può rinnovare la concessione, facendo pagare al nuovo concessionario la quota da rifondere al precedente. Tutto senza far uscire un euro dal portafoglio pubblico».
Vale per tutte le grandi opere?
«Eccome. Ma per la gronda di levante significa tempi certi e brevi».
Con una importante ricaduta sul territorio. Lo ha ribadito di recente Fabrizio Licordari, leader della Fiba, la Federazione degli operatori balneari: il ritorno di un’opera così importante si farebbe sentire anche nel settore dell’ospitalità.
«Sono pienamente d’accordo, e per questo mi sono impegnato a fondo. Da sei mesi, poi, mi sto dedicando a questa proposta che ha messo d’accordo tutti. Lo stesso Di Pietro ha ammesso candidamente che gli risolve un mucchio di problemi. Niente bacchetta magica, dunque, da parte mia, ma solo buon senso e voglia di contribuire allo sviluppo della Liguria e del Paese».