Ecco tutte le occasioni preparate per i bambini

(...)Il blocco di oggi, lo hanno ripetuto tutti, serve a convincere i milanesi che la città si può vivere anche non usando l’auto privata. E sul principio non si discute. Ma se i milanesi si devono abituare sarebbe il caso che chi la amministra cominciasse a darsi da fare. Non serve un’operazione simpatia, ma un’operazione verità. Milano per chi pedala è pericolossima. Prima di promuovere l’uso della bici, si completi una rete ciclabile che ora è scarsa, incompleta e insicura. Ha mai provato l’assessore Maran a pedalare in Corso Magenta o in via Meravigli con il pavè sconnesso, i binari e i jumbo-tram che ti sfrecciano a dieci centimetri? Lo faccia, vedrà che emozione! E più o meno lo stesso si può dire per i mezzi pubblici che dopo una certa ora, soprattutto per le donne, non sono per nulla rassicuranti e che l’aumento del biglietto non contribuirà certo a riempire. La riconquista della città non si fa bloccando le auto di domenica che è l’unico giorno in cui non serve. Non si fa con gli slogan o sfilando nelle vie del quadrilatero con le bici griffate e col cestino di vimini. Bisogna offrire ai milanesi la possibilità di scegliere se uscire dal garage in auto o senza. Bisogna che dal Gallaratese, dalla Bovisa o da Lambrate, se uno decide di venire in centro in bici o a piedi abbia la possibilità di farlo senza rischiare la pelle o senza aver paura di fare brutti incontri. É come quando uno smette di fumare: inutile gettare le sigarette, le deve tenere in tasca e scegliere di non accenderle perchè ha preso coscienza che è meglio così. Dopodiche giusto far festa. Organizzare mostre, sagre di via, divertissement con i giochi di una volta o tornei di bandiera e runbamazzetto.