Ecco tutte le operazioni di «disturbo» di Malta a Roma

Ora che gli immigrati della nave turca Pinar sono in salvo in territorio italiano, la Commissione europea ringrazia il governo senza entrare nel rimpallo delle responsabilità, ma considera la vicenda tutt’altro che chiusa, tanto che oggi il caso Italia-Malta è sul tavolo dei commissari riuniti a Strasburgo. E, sempre oggi, il ministro dell’Interno Roberto Maroni invierà il dossier Pinar alla Commissione che lo esaminerà assieme a quello steso dalle autorità maltesi. «Per il cargo turco si è arrivati a una soluzione ma il problema resta ancora irrisolto, perché altri drammi rischiano di avvenire in futuro», ha detto il commissario europeo alla Giustizia, Jacques Barrot. Bruxelles prende atto, senza puntare il dito contro nessuno, che «il diritto marittimo internazionale non è semplice da interpretare», ha detto. Per il commissario non è quindi facile accertare le responsabilità nella vicenda Pinar: «Il diritto stabilisce che bisogna portare le persone a rischio di naufragio nel porto più vicino, ma dove le condizioni di accoglienza sono accettabili». Su questo, ha aggiunto, «evidentemente Malta e l’Italia avevano entrambe le loro obiezioni». Non usa mezzi termini invece, Andrea Ronchi, ministro per le Politiche europee, che ieri ha condannato l’atteggiamento inerme di Bruxelles («gigante di argilla tenuto insieme dalla burocrazia») davanti alle immagini che giungevano dal Canale di Sicilia. In passato altri soccorsi hanno creato vere e proprie impasse diplomatiche, non soltanto tra Roma e La Valletta.