Ecco tutti i segreti per fare fruttare i nostri soldi nei prossimi 18 mesi

Come funzionano e che cosa offrono i fondi di investimento e gli Etf<br />
In Borsa occorre diversificare ma attenzione ai costi. I consigli degli esperti

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di Ennio Montagnani e Massimo Restelli

Gennaio è stato un pessimo inizio d’anno per i risparmiatori italiani. Piazza Affari ha continuato a franare insieme alle altre Borse mondiali sotto il peso della recessione e dei timori per lo stato di salute delle banche. Da inizio 2008 l’indice Mibtel si è più che dimezzato (meno 56,5%)e la possibilità che i listini subiscano altre repentine e brucianti cadute è elevata. Il crollo delle Borse è però anche un’opportunità per quanti hanno denaro da investire e sono pronti a rischiare. A patto però di saper riconoscere,con l’aiuto di un esperto, i «saldi» migliori e di tenere i nervi saldi. Ecco perché il Giornale ha condensato in queste pagine una guida pratica per farsi strada tra le alternative che oggi si hanno a disposizione.Con la premessa che non esistono soluzioni valide per tutti,ma che al contrario ognuno deve pianificare i propri investimenti sulla base del proprio reddito e di precise necessità. Altra condizione per avventurarsi in Borsa è avere un’ottica di medio periodo.In caso contrario,«è meglio puntare sui titoli di Stato anche in questo caso selezionandone la durata», avverte il direttore investimenti di Citi in Italia, Mario Spreafico.Se prevale una visione a 18mesi il consiglio dell’esperto di Citi è infatti affidare il 30% di quanto si intende investire in Btp a 5 o 10anni ( dove è possibile spuntare rendimenti fino a 4,5%) e «parcheggiare » il restante 70% in titoli a breve termine come i Bot. Il rendimento di questi ultimi è molto risicato, spesso insufficiente a fare fronte all’inflazione, ma proprio perché scadono dopo 3,6o12 mesi offrono al risparmiatore la flessibilità di decidere che cosa fare progressivamente del proprio denaro ed eventualmente, quando il quadro internazionale sarà più chiaro, investire in Borsa. Il rendimento di un portafoglio così fatto è limitato: il 2,5% annuo, stima Spreaficomaè anche praticamente a rischio zero.

È però sufficiente, pur mantenendo un’ottica molto prudente, essere pronti a scommettere a 36 mesi, per spuntare di più. In questo caso laricetta prevede che il 30% del denaro continui a essere affidato ai classici Btp, accanto però a un altro 20% investito in Borsa (attraverso fondi azionari europei e americani) e a un 10% in obbligazioni corporate(sempre tramite i fondi). A cui aggiungere una buona quota (10%) di Btp dai rendimenti legati all’inflazione e la parte restante in altri certificati del Tesoro.Un portafoglio così costruito potrebbe rendere il 5-6 percento. Scendendo nel dettaglio per quanto riguarda la componente azionaria,Spreafico consiglia di scommettere sui gruppi industriali (mondo dell’auto compresa), sul settore dell’energia,su quello delle costruzioni e su quello tecnologico. Tutto sempre tramite i fondi di investimento così da diversificare insieme al proprio portafoglio anche il rischio. Attenzione però ai costi ( le commissioni pesano di norma per l’1,5-2,5%) e ascegliere un bravo gestore: per una prima scrematura sebbene non esaustiva, può essere utile informarsi sulle performance raggiunte dai diversi fondi negli anni passati. In ogni caso prima di decidere, occorre informarsi a fondo, confrontare le offerte ed esporre con chiarezza tutte le proprie esigenze.

Resta però il fatto che,stando alle statistiche, ogni anno solo il 15-20% dei gestori riesce a fare meglio degli indici di mercato. Un dato deludente, sufficiente per prendere in seria considerazione l’alternativa degli Etf. Si tratta di fondi passivi, dai costi ridotti all’osso, scambiabili in Borsa come le azioni: esistono Etf di vario tipo (sia azionari sia obbligazionari) ma va ricordato che questi prodotti copiano esattamente l’indice cui sono agganciati, senzala «protezione»di alcun gestore: per esempio, quindi, chi compra un Etf costruito sul Mibtel, ogni giorno perde o guadagna quanto l’indice stesso.

Molto più rischioso è comunque investire in Borsa con il fai-da-te visto che soprattutto in momenti come l’attuale non ci sono bussole se non scegliere gruppi che macinano utili e distribuiscono un buon dividendo. All’opposto chi vuole dormire sonni tranquilli e si accontenta, puòcontinuare ad affidare il proprio denaro ai cosiddetti conti remunerati o ai prodotti postali.

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CHI NON VUOLE RISCHIARE

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