Ecco le ultime mosse del Coni contro chi bara

Punizioni più aspre per chi bara, come l’inibizione da ruoli dirigenziali e l’impossibilità di allenarsi in Italia per gli atleti stranieri non iscritti alle federazioni nazionali; modifica dell’iter giudiziario, con l’istituzione di un giudice Coni di ultima istanza (che starà nel mezzo fra giustizia federale e Tas nei procedimenti disciplinari sul doping) e l’invio di sentenze e motivazioni alla Wada e agli organi internazionali di competenza; più cooperazione con le organizzazioni antidoping riconosciute dalla Wada, grazie alla possibilità per il Coni di stipulare protocolli d’intesa internazionali. Ecco alcune delle nuove norme antidoping votate dalla giunta del Coni il 25 giugno scorso ed entrate in vigore da ieri. Le nuove regole hanno efficacia immediata per tutti gli atleti inseriti nell’elenco di altissimo livello (il cosiddetto Rtp).