Ecco il vademecum per un anno senza grattacapi

Il mondo è fatto di coincidenze e l'orario dei treni è sicuramente la sua Bibbia. Ad esempio: capita di dover passare da un treno regionale a un Frecciarossa nella stazione di Bologna, con il primo che deve arrivare alle 15.32 e il secondo che parte alle 15.38. Sei minuti, insomma, che in un Paese normale sarebbero sufficienti per il cambio, soprattutto da quando i convogli superveloci hanno binari sotterranei appositi e dunque non intralciano il traffico dei fratelli minori. Infatti: il regionale approda all'ingresso della stazione alle 15.24 ma qui, come se fosse stupito dei suoi otto minuti di anticipo, si affloscia. Resta lì, basito, quasi spossato, ad attendere chissà chi e chissà cosa, perché ovviamente non c'è annuncio, macchinista e capotreno che dia una spiegazione. Riparte, il tapino, dopo 18 minuti di meditazione e naturalmente il fratello più grande è già passato, perché il mondo dei Frecciarossa non si vuole adeguare all'Italia che resiste alla sua retromarcia. Pazienza allora: si aspetta quello dopo. Ma senza rimborso, ovviamente: perché per averlo secondo le leggi della Bibbia ci vogliono 15 minuti tra un treno e l'altro. In definitiva: va bene le coincidenze, però...