Ecco la verifica: ennesima fiducia al governo

Via libera della Camera al decreto omnibus. Berlusconi festeggia: "E' la
conferma che c’è una maggioranza per fare le riforme". Poi contesta la
sentenza dell’Agcom: "Ogni mia parola in tv costa 800mila euro di multa,
assurdo: mi impediscono di parlare"

Roma - Il percorso di avvicinamento ai ballottaggi è al rush finale. E così Silvio Berlusconi ritorna a Roma per cercare di sciogliere i nodi più intricati emersi in queste ore e motivare il suo partito e gli alleati attraverso una lunga sequenza di incontri che vanno in scena tra la Camera e Palazzo Grazioli. Una sorta di vertice permanente che ha l’obiettivo di analizzare al meglio le diverse situazioni locali e definire la strategia comunicativa finale.
La sua presenza a Montecitorio per diverse ore ha, però, anche un’altra motivazione: dimostrare che la sua leadership è intatta e che la maggioranza tiene e non ha perso pezzi dopo il primo turno della amministrative. Certo, ci sono ferite da curare e una squadra da rimettere subito in campo dopo alcuni passaggi a vuoto. Impresa tutt’altro che facile di fronte allo scollamento dimostrato all’indomani del risultato milanese e alle tensioni che si registrano nel Pdl. Ma il primo test parlamentare è soddisfacente visto che la Camera dà il via libera alla fiducia posta dal governo sul decreto omnibus con 313 voti favorevoli, 291 contrari e 2 astenuti. Uno scarto ampio che dimostra la tenuta del centrodestra, nonostante i mal di pancia di queste ore, e concede al governo la 43esima fiducia su un provvedimento che prevede, oltre alla rinuncia a costruire le centrali nucleari, uno stanziamento di 149 milioni per il Fondo unico per lo spettacolo e la possibilità della Cassa depositi e prestiti di intervenire in società considerate strategiche.
«È la conferma che c’è una maggioranza», commenta il premier, poco dopo il voto. Una maggioranza «con la quale si può attuare un piano importante di riforme di cui parleremo all’ufficio di presidenza del Pdl (convocato per oggi ndr) che si riunirà per confermare il programma di governo per i prossimi due anni». Berlusconi, incassato il voto di fiducia, si intrattiene nelle stanze del governo a Montecitorio con Umberto Bossi, Roberto Calderoli, Giulio Tremonti e Angelino Alfano. Riceve poi i vertici del Pdl: Ignazio La Russa, Denis Verdini, Maurizio Lupi. E si confronta a lungo anche con Antonio Martino, tessera numero due di Forza Italia. Incontri che hanno poi un secondo tempo in serata a Palazzo Grazioli dove si intrattiene ancora con gli esponenti del Carroccio. Un confronto a tutto campo con l’obiettivo di ricucire gli strappi consumati sull’ipotesi di trasferimento di alcuni ministeri, un’ipotesi che nelle iniziali conversazioni tra il premier e il Senatùr avrebbe dovuto riguardare esclusivamente il Dipartimento delle Riforme guidato proprio da Bossi ma si è poi gonfiata nella disfida propagandistica tra Milano e Roma. Il premier, però, chiede a tutti di concentrare le forze su un ballottaggio dalle prospettive estremamente incerte e stemperare i toni.
«Non vogliamo certamente immaginare un’Italia governata dalla sinistra con gli estremisti, i cattocomunisti, i giustizialisti, soprattutto in un momento delicato per l’economia come questo» dice Berlusconi. «I ballottaggi sono una nuova sfida. A Milano la Moratti può e deve vincere: alla vigilia dell’Expo non possiamo consegnare la città alla sinistra radicale, un sindaco della sinistra estrema è incompatibile con l’Expo ed è dannoso per i milanesi, perchè aumenterebbero le tasse, ci sarebbe meno sicurezza, più immigrati e più baracche per gli zingari». Il premier va anche all’attacco della sentenza dell’Agcom. «Ogni mia parola in tv costa 800mila euro di multa. Siamo all’assurdo. Mi impediscono di parlare» dice incontrando alcuni parlamentari. Evita, invece, di replicare a chi gli chiede se corrispondano a verità le indiscrezioni su presunti contatti tra la Lega e il Pd per modificare l’attuale legge elettorale in senso proporzionale. Sembrano, invece, tramontate le ipotesi di nuove sortite elettorali a Milano e Napoli. Questa sera, infatti, Berlusconi incontrerà a cena i vertici di Confindustria per poi partire per il G8 di Deauville. Il Pdl campano, però, continua a sperare che il premier possa fare all’ultimo momento un blitz a sorpresa a Napoli per tirare la volata finale a Gianni Lettieri.