Ecco a voi l'Uruguay tra art déco gauchos e cumparsita

Un Paese sicuro, con un'elevata qualità della vita e senza inquinamento. Montevideo è la città più vivibile del Sud America

Anna Maria Catano

Agli antipodi del mondo il Sud può trasformarsi in Nord. Così il disegno-icona di Joaquin Torres Garcia, l'«America invertida», ovvero il continente latino a testa in giù, ben fotografa le contraddizioni del piccolo Uruguay. Un lembo di pampa incastonato tra Brasile ed Argentina ma profondamente diverso dalle nazioni confinanti. La popolazione, poco più di tre milioni di abitanti, discende quasi interamente dai conquistadores spagnoli e dalle varie ondate d'immigrazione italiana. Nessuna traccia degli indios guaranì, primitivi abitanti. Né dei discendenti degli schiavi africani i cui ritmi animano i riti del Carnevale locale. «Il nostro è un Paese europeo, con un alto livello di servizi», sottolinea il vice ministro al Turismo Benjamin Liberoff. «La qualità della vita è elevata. E non abbiamo inquinamento. In Uruguay nel 2017 si è celebrato l'anno del turismo sostenibile. E Montevideo, secondo la Cnn, è la città più vivibile dell'America meridionale».

Punta del Este, affacciata sull'Atlantico, accoglie un turismo di lusso che utilizza jet privati per raggiungere ville di design e spiagge dalle alte dune di sabbia. Su uno dei promontori più aspri, con vista spettacolare sull'oceano, si trova Casapueblo, dimora museo di altro artista uruguayano, Carlos Vilarò. La fama del luogo deriva soprattutto dalla eccentricità del personaggio e dalla avventurosa vicenda di uno dei suoi figli, tra i pochi sopravvissuti, negli anni Settanta, ad un disastro aereo tra i ghiacci delle Ande. A Rocha il punto naturalistico più bello è il Parco nazionale di Cabo Polonio, area protetta. Le onde, altissime, spiegano i numerosi naufragi. Sugli scogli vive una colonia di leoni marini. Nel minuscolo villaggio di Polonio non c'è elettricità: è il posto adatto a chi ama contemplare le stelle (www.turismorocha.gub.uy).

L'Uruguay è terra di grandi latifondi e di pacifici contrasti. Cavalli e vacche pascolano liberi. Vasti spazi ordinati sono attraversati da strade ancora sterrate. Per chilometri non s'incontra anima viva ma la mano dell'uomo è onnipresente. I gauchos chattano indifferentemente in sella ad una moto o al loro animale. Tempi moderni, anche se l'Uruguay sembra non avere storia: il Novecento ha fagocitato il resto. A Montevideo trionfa l'art decò ma per poterla apprezzare appieno bisogna perdersi tra vie e quartieri. Una lunghissima rambla, 22 chilometri di lungo oceano, rende scenografico lo skyline cittadino. E il ritmo della vita sembra essere regolato dai tempi lenti e travolgenti della cumparsita, il più celebre di tutti i tanghi, frutto dell'ingegno dell'uruguayano Gerardo Matos Rodriguez. Uruguayano poi è anche il poeta e paroliere di Piazzolla, Horacio Ferrer. Così il sabato sera gli anziani, vestiti a festa, ballano all'aperto, in piazza. Mentre i giovani scelgono il candombe, la danza degli schiavi neri.

Non è raro al calar delle tenebre imbattersi per strada nel suono dei tamburi; o nelle note della murga, genere popolare spagnoleggiante.

Colonia di Sacramento è stata costruita sull'immenso estuario del Rio de la Plata. Era zona di bordelli, oggi è patrimonio dell'Umanità. In centro troneggia una statua di Garibaldi, l'eroe dei due mondi amatissimo in America Latina perché vi combatté dal 1848 al 1851. Tre dei suoi figli furono uruguaiani. E dopo un calice di medio y medio, versione povera del vino a bollicine, o una tazza di mate, il tè dei gesuiti, qualche indirizzo utile. Tappa benessere all'hotel Alive di Punta del Este (www.alive.uy). Una visita alla Fundacion Pablo Atchugarry. Atmosfere decò a Casa dell'italianissimo Roberto, maison d'hotes. (www.casaroberto.uy). Shopping da Synergia Design, spazio di coworking per designer latinoamericani. Pranzo e degustazione a Bodega Juanico (www.juanico.com). Maggiori info su: www.turismo.gub.uy. Air Europa collega Montevideo via Madrid con 4 voli settimanali da Malpensa, Fiumicino e da marzo anche da Venezia. Al momento la tratta è operata da un airbus 330-200 (273 posti in turistica e 20 in business) in attesa che termini il processo di rinnovamento della flotta. Oltre all'Uruguay sono una trentina le destinazioni oltreoceano raggiunte dalla compagnia spagnola. Tariffe a/r a partire da 870 euro, info e prenotazioni: www.aireuropa.com.