Eclettici Eels Se il rock finisce in Conservatorio

Per Mark Oliver Everett, cantante, chitarrista e tastierista e leader degli Eels, formazione tra le più irregolari della canzone rock d'autore, la genialità è una questione di Dna. Figlio di uno scienziato, tra i padri della fisica quantistica, Mr. E - il nome d'arte del compositore nato in Virginia, ma trapiantato a Los Angeles - fin dagli esordi discografici ha mostrato di possedere doti di scrittura fuori dal comune e ha cercato di portare ad estreme conseguenze la sua idea di eclettismo sonoro.
A volte ironico, altre malinconico e, altre ancora disincantato, l'irrequieto boss degli Eels vede nella composizione una sfida continua. Ne è riprova il suo bulimico repertorio: non c'è genere (rock, pop, r&b, reggae, jazz, blues, country, hip hop...) con cui non si sia cimentato. Stesso discorso per la frenetica attività dal vivo. Ogni tour offre sempre spunti e prospettive differenti. Come ha sottolineato a più riprese, «il concerto è tutto fuorché la semplice riproduzione del disco, perché ogni canzone merita di essere aggiornata di continuo». Così, mentre nei negozi fanno capolino due antologie - la prima (Meet The Eels) raccoglie 24 canzoni e una dozzina di video con «il meglio» degli Eels dal 1996 a oggi; la seconda (Useless Trinkets) tira fuori dai cassetti rarità, brani sparsi, cover e sedute Bbc più un dvd live - eccolo riproporsi per la seconda volta nel giro di un paio d'anni in Conservatorio. Accompagnato dal solo chitarrista Chet Lyster, il musicista classe 1963 darà vita a un set dalle atmosfere intime, durante il quale suonerà «a richiesta» brani classici della band alternati ad alcuni pungenti spoken word, autentiche (e personalissime) improvvisazioni in bilico tra racconto e poesia.
Eels
Domani sera, ore 21
Sala Verdi del Conservatorio