Le eco multe aumenteranno i ricorsi: Giudice di pace: già ritardi di 10 giorni

Gli uffici rischiano il collasso: ogni settimana arrivano mille contestazioni. Il giudice Vito Dattolico assicura: "Se la comunicazione sul blocco non è stata chiara, tuteleremo i diritti degli automobilisti"

Di confusione, è innegabile, ce n’è parecchia. Qualcuno ieri mattina non sapeva del blocco e ha pagato il ticket di Ecopass come ogni lunedì, qualcun altro ha ricevuto la notizia all’ultimo momento. Insomma, si prevede che il piano anti smog scattato ieri generi una nuova valanga di ricorsi. «Valuteremo caso per caso - assicura il giudice di pace Vito Dattolico -. Se l’automobilista dimostrerà che la comunicazione del blocco non è stata chiara o tempestiva, allora è giusto che faccia valere i suoi diritti. Noi siamo per la totale trasparenza e chiarezza».
Lo spauracchio dei nuovi ricorsi andrebbe a peggiorare una situazione già ingestibile generata da Ecopass. Già, perché sul tavolo del giudice di pace si sono accumulati talmente tanti ricorsi che evadere tutte le pratiche in tempi ragionevoli è diventato impossibile. Si calcolano ritardi di almeno dieci giorni. Che significa: il foglio della contestazione rimane abbandonato su qualche scrivania senza che nessuno lo prenda in mano per quasi due settimane. Problema enorme, soprattutto per gli automobilisti che fanno ricorso contro la sospensione della patente e che hanno urgenza di poter tornare a guidare.
«Abbiamo registrato un aumento dei ricorsi e, a dire il vero, non ce lo aspettavamo» ammette Dattolico. Di solito gli uffici sono sommersi da 40mila pratiche all’anno: roba che non bastano gli scaffali disponibili in tribunale per archiviarle tutte. Ora, ai mille ricorsi alla settimana, se ne aggiungono altri come ciliegina sulla torta. Eppure, in base ai calcoli dei giudici, i ricorsi sarebbero dovuti diminuire, attestandosi su una media di 600-700 alla settimana. Cifre elevatissime, in ogni caso.
Da qui il grido di dolore di chi deve sbrigare tutte le procedure: serve più personale. Dattolico, che è persona moderata e giusta, non esagera e chiede solo «un paio» di collaboratori. «Per ora abbiamo in organico otto persone - fa i conti - e gli sportelli dedicati ai cittadini sono quattro. Due persone in più ci basterebbero per velocizzare i tempi. Purtroppo però temo il contrario e cioè che presto avremo due persone in meno a causa dei trasferimenti di personale». Il giudice di pace ne ha già parlato con i sindacati per cercare, se non altro, di tamponare l’emorragia di collaboratori in un momento in cui la mole di lavoro sembra prendere il sopravvento.
Il consiglio agli automobilisti è uno: se qualcuno ha una particolare urgenza e non può attendere i tempi tecnici, allora chieda un’autorizzazione immediata e segua fisicamente il foglio della sua pratica, ufficio per ufficio, per evitare che resti accatastato assieme agli altri in qualche cartelletta per dieci giorni.
Sulla questione dei ricorsi sulle multe di ieri, ci sono ancora parecchi nodi da sciogliere. Il Comune ha parlato di «tolleranza» sulle sanzioni e bisogna tradurre in pratica cosa significa «tolleranza». Secondo punto: il vicesindaco Riccardo De Corato ha parlato di una buona dose di clemenza sulle multe anche dopo la fine dei divieti anti smog. Cosa vorrà dire? Che le telecamere (ora spente) torneranno a funzionare regolarmente o che non potranno registrare per un giorno in più dopo lo stop del blocco?