Ecofin, via libera alle Authority per la finanza

Gli ultimi nodi sulla riforma europea della vigilanza finanziaria sono stati sciolti. I 27 ministri finanziari della Ue hanno infatti raggiunto l’accordo sui poteri e il funzionamento delle tre Authority continentali che dovranno vigilare su banche, assicurazioni e mercati finanziari.
Soddisfatte del compromesso sia Parigi che Londra, fino all’ultimo su posizioni divergenti. E soddisfatta è anche l’Italia (presente il direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli) che parla di passi in avanti importanti per rafforzare il sistema finanziario europeo in un periodo in cui i mercati restano fragili. Le tre autorità vedranno la luce entro la fine del 2010, insieme con l’European Systemic Risks Board, l’organismo che dovrà vigilare e lanciare l’allarme sui rischi per i mercati finanziari europei.
Fino all’ultimo, Londra ha difeso gli interessi della City. «È la sola piazza che compete con New York, ed è nell’interesse di tutta l’Europa che possa prosperare», ha ammonito il cancelliere dello Scacchiere, Alistair Darling. Per questo il Regno Unito ha insistito fino all’ultimo per scongiurare autorità europee con ampi poteri. Ala fine è stato trovato un compromesso con la Francia. «È stato mantenuto l’impegno di creare tre autorità vere, dotate di operatività e efficacia», ha detto il ministro francese, Christine Lagarde. Quando una delle tre authority avanzerà una proposta dovrà già aver valutato se la propria decisione avrà un impatto sulle finanze del Paese interessato. Quest’ultimo avrà quindi tre gradi per opporsi. Alla fine sarà l’Ecofin a decidere.
I ministri finanziari hanno anche affrontato la preoccupante situazione della Grecia, apprezzando gli sforzi che il governo di Atene sta compiendo per uscire dalla crisi economica e delle finanze pubbliche, con un deficit oltre il 12% quest’anno e un debito pubblico sopra il 120% nel 2010. Il ministro delle Finanze Georges Papaconstantinou ha assicurato comunque come «nessun rischio vi sia nè per le banche italiane nè per quelle di altri Paesi europei». La stessa valutazione viene fatta in ambienti del Tesoro. Infine l’Ecofin ha dato il via libera alle raccomandazioni agli Stati membri in deficit eccessivo, con l’Italia chiamata a riportare il proprio disavanzo sotto il 3% entro il 2012.