Gli ecoincentivi? A Bolzano ci sono già Ma la sinistra tace

RomaQual è la regione, dove già oggi si può aggiungere un piano ad un palazzo, rialzare il solaio tanto da ricavare un appartamento in più oppure allargare la casa di qualche metro quadrato? Chi pensa a un cavillo introdotto da qualche ente locale del Sud a beneficio dei soliti cementificatori sbaglia strada. L’anticipazione (e secondo alcuni l’ispirazione) del «Piano casa due» che il governo si appresta a varare e che l’opposizione ha già ribattezzato prima di conoscerlo «cemento libero», viene dal verdissimo Alto Adige.
L’intento è ovviamente ultraecologista, risparmioso e tecnologico, come tradizione nella provincia italiana a maggioranza tedesca. La giunta guidata dal Suedtiroler Volkspartei e dal suo leader Luis Durnwalder (nella foto), già da venti anni cerca di convincere gli altoatesini a costruire case che sprechino poca energia, che non richiedano molto combustibile per essere riscaldate. Per questo ha promosso la nascita di un progetto chiamato CasaClima, che consiste in una serie di requisiti di costruzione che, se rispettati, consentono di abbattere il consumo di gasolio. Due anni fa, per incentivare l’adozione degli standard più avanzati di ecoedilizia, la Provincia ha previsto un premio. Semplificando, si può aumentare la superficie abitabile del 5 o il 10 per cento a seconda che si riesca ad ottenere il certificato di «classe B» o gli ambitissimi «classe A» e «Oro».
Un bonus che assomiglia molto a quello previsto dalla «Legge edilizia» che il governo ha annunciato di voler varare con l’aiuto delle Regioni e che le opposizioni hanno interpretato come una sorta di condono preventivo.
Il bonus cubatura made in Suedtirol viene applicato sia alle nuove case sia a quelle demolite e poi ricostruite. Il meccanismo è lo stesso. Una parte di mura esterne non viene calcolata nella cubatura prevista dai piani regolatori e si permette la costruzione di una superficie abitabile di uguale misura.
Recentemente la Provincia ha deciso di andare oltre e allargare gli incentivi anche a chi, senza demolire niente, ristruttura le vecchie case secondo criteri di risparmio ed efficienza energetica. Chi metterà finestre che limitano al massimo la dispersione di calore, tamponerà le pareti con materiali isolanti e adotterà altre misure ecocompatibili, potrà rialzare di 60 centimetri i sottotetti. In altre parole saranno rese abitabili migliaia di soffitte. Nuove stanze, se non interi appartamenti che entreranno nella disponibilità dei residenti nel Sud Tirolo. Misura decisa con un consenso vastissimo. E nel silenzio del centrosinistra nazionale che in questi giorni ha invece cavalcato le anticipazioni sul piano del governo, prima ancora di conoscere la legge.
«Così si incentiva il risparmio energetico - spiega l’assessore provinciale all’Ambiente Michl Laimer - senza cementificare perché aumentando la cubatura residenziale di edifici esistenti non si occupa il territorio. Poi gli incentivi, senza grandi spese, sono un grande input per l’economia locale». Una misura sovrapponibile a quella che il governo potrebbe varare a breve? Non per la giunta provinciale dell’Alto Adige, gelosa dell’autonomia. «Il piano del governo prevede un premio del 30 per cento, ma senza concessione edilizia. Così si rischia il fallimento dell’urbanistica», spiega Laimer annunciando che a nord del Trentino continuerà a valere la legge locale anche se passerà la nuova legge edilizia del governo.
Quello che è certo che in Italia c’è una zona dove l’aumento di cubatura ha funzionato e ha contribuito al boom di case ecologiche. È della settimana scorsa la notizia della concessione del 1.500esimo certificato CasaClima nella provincia. Più di un milione di metri cubi ecocompatibili, anche grazie al bonus.