Ecologisti all’attacco: «Così cementificano il levante»

Al grido di «Questa variante non s'ha da fare, né domani, né mai», l'altra sera si sono ritrovati nella sede della IX circoscrizione per elaborare il piano di battaglia contro la discussa delibera del Piano urbanistico comunale (Puc), che dimezza, ma non elimina, il trasferimento di volumi edificabili da una parte all'altra della città. Il piano, studiato nei minimi dettagli dai cittadini e dalle associazioni ambientaliste presenti all'assemblea pubblica di venerdì scorso, prevede due mosse: un incontro urgente con la Sovrintendenza ai beni ambientali e monumentali della Liguria e con la direzione del Dipartimento urbanistico regionale, per chiedere a entrambi di stoppare la delibera «salva volumi» votata dal consiglio comunale, non senza difficoltà e qualche mal di pancia nella maggioranza. «Il passo successivo, se il primo non fosse sufficiente, sarà quello di andare al Tar, autotassandoci, come abbiamo sempre fatto», scandisce Andrea Agostini di Legambiente, insieme al collega Andrea Bignone di Italia Nostra. Sul banco degli imputati finisce ancora una volta la variante al piano regolatore presentata dall'assessore all'urbanistica Bruno Gabrielli, con la quale si dimezzano gli indici di fabbricabilità, da un rapporto di 1 a 1, a un rapporto 1 a 0,5. Dove sta l'inghippo? La delibera esclude dal provvedimento tutti i progetti approvati o già presentati prima dell'entrata in vigore della delibera stessa. Per i quali continua a valere la proporzione di un metro quadro per ciascun metro quadro e la possibilità, quindi, di demolire un edificio a ponente, per costruirne un altro con gli stessi volumi a levante.
«L'aspetto più odioso di questa variante è il fatto di non avere valore retroattivo - spiega Agostini - Così, nell'anno e mezzo trascorso da quando Gabrielli si è impegnato a modificare la delibera a oggi, tutti quelli che volevano presentare dei progetti, o la sola domanda, sono riusciti a farlo beneficiando del rapporto 1 a 1». E c'è di più: per il responsabile di Legambiente la variante approvata il 26 settembre scorso, dopo che la settimana prima Ds e Margherita avevano chiesto il rinvio abbandonando l'aula comunale tra le proteste dell'opposizione, «continua a favorire la speculazione edilizia e le rendite finanziarie delle ex aziende pubbliche, perpetuando il saccheggio sistematico delle aree verdi della nostra città».