Economia, Burlando cerca il soccorso russo

L’ideale per giustificare qualche operazione che comporta costi per gli enti pubblici è il riferimento alle cittadelle tecnologiche, ai progetti futuristi, all’occasione unica per lo sviluppo dell’innovazione e per la creazione di chissà quanti centinaia di migliaia di posti di lavoro. A Genova poi se ne parla sempre, e alla fine magari si scopre che dopo milioni e milioni di investimenti non ci sono neppure i progetti iniziali. E ogni riferimento al Polo degli Erzelli e operazioni simili è puramente voluto. Così la nuova idea della Regione Liguria finisce inevitabilmente nel mirino dell’opposizione. Perché adesso Claudio Burlando e la sua giunta hanno siglato un accordo con la regione di Sverdlovsk. Che non sarà nota quanto Mosca, ma è pur sempre un’area della Federazione Russa.
Il problema è che questa operazione rappresenta comunque un costo per la Regione e Matteo Rosso, capogruppo dimissionario (ma sempre più battagliero) del Pdl, chiede di conoscere i dettagli delle spese. Con un’interrogazione urgente prova a scoprire «nel dettaglio i costi precisi: quanto è stato speso dalla Regione per le missioni in Russia per andare a chiudere questo accordo, quanti soldi in spese di rappresentanza e soprattutto di personale impiegato per realizzare questo accordo. Inoltre voglio sapere che cosa la giunta spera di ottenere in termini di ritorni sulla nostra Regione».
Domande legittime, anche perché la spiegazione fornita ufficialmente è per ora molto generica. L’obiettivo infatti sarebbe quello di favorire «l'instaurazione di relazioni fra entità operanti nei settori della scienza, della cultura, della sanità, dell'istruzione, dello sport e del turismo». Già stupisce che la poco nota regione di Sverdlovsk sia in grado di assicurare vantaggi per la Liguria in tutti questi settori contemporaneamente. «Non mi risulta sia la capitale dei premi Nobel e della cultura, vorrei capire bene l'entità di questa operazione», ironizza Rosso. Ma certo appare singolare che abbia proprio tutte queste eccellenze in vari campi.
Ecco perché l’interrogazione mette in risalto alcuni nervi scoperti dell’attuale amministrazione regionale ligure. Il rappresentante del Pdl infatti sottolinea come tra gli obiettivi che si pone la giunta ci sia anche quello di un vantaggio nel campo sanitario. Ovviamente non si prende ad esempio una Regione virtuosa, vicina e paragonabile per leggi e problematiche come la Lombardia. Ma si preferisce andare nella lontana Russia a scoprire chissà quali ricette magiche. E Rosso così attacca: «Viene da domandarsi quali ricadute un accordo del genere potrà avere per il nostro territorio. Il sospetto è che sia il solito modo di spendere male i soldi dei cittadini liguri, che di sanità vorrebbero che la giunta se ne occupasse ma qui in Liguria e non in Russia».
Il consigliere del Pdl è preoccupato anche delle spese. Perché è vero che la delibera assicura come «l'Intesa non preveda maggiori oneri alle finanze». Ma altrettanto vero è che l'accordo prevede la costituzione di un «gruppo di lavoro congiunto incaricato del coordinamento della collaborazione economico-commerciale, tecnico-scientifica nel settore umanitario». Inoltre, sempre la delibera, promette di «dare continuità a questa collaborazione con la definizione di una nuova Intesa di collaborazione tra il Presidente della Regione Liguria e il Governatore della Regione di Sverdlovsk». Insomma, non è finita. E il rischio di esborsi c’è. Eccome. La chiosa di Rosso è pessimista ma rischia di azzeccarci: «Non vorrei che fosse la solita bufala della giunta Burlando spendacciona che in questo tempo di vacche magre risulterebbe veramente fuori luogo».