Economia in ripresa: il commercio mondiale spinge le esportazioni

Il prodotto interno lordo italiano crescerà più del previsto grazie all’aumento delle esportazioni dovuto alla ripresa del commercio mondiale. La stima dell’Istituto di analisi economica (Isae) conferma il recupero, anche se irregolare, della nostra economia a quasi nove mesi dal punto di minimo della recessione, individuata nel maggio 2009.
La caduta è complessivamente durata 21 mesi, contro una media di 16 mesi dei cicli negativi del dopoguerra. Ora gli indicatori congiunturali segnalano la prosecuzione del lento sentiero di ripresa imboccato lo scorso anno: in particolare le imprese produttrici di beni di investimento stanno sperimentando un buon recupero di ordini (anche grazie alle agevolazioni fiscali introdotte dal governo nel luglio scorso). La produzione industriale potrebbe crescere nel primo trimestre 2010 del 2% rispetto ai precedenti tre mesi. Se confermato, questo andamento, osserva l’Isae, «contribuirà a ricollocare l’economia italiana su un più regolare sentiero di crescita».
La previsione dell’istituto è di un +1% quest’anno (rispetto allo 0,6% stimato nell’autunno scorso) e dell’1,4% nel 2011. I consumi delle famiglie e delle imprese, dopo il calo del 2009, dovrebbero riprendere ad aumentare, e si rafforzerebbero anche gli investimenti (+0,8%). Restano tuttavia le preoccupazioni sul mercato del lavoro: la disoccupazione passerebbe dal 7,8% del 2009 all’8,8% nel 2010 e nel 2011. La ripresa della migrazione fra Sud e Nord, spiega l’Istituto, non ha riequilibrato i differenziali di disoccupazione fra le diverse aree del Paese; anzi ha indebolito il Mezzogiorno perché abbandonato dalle persone con il più elevato titolo di studio (sono almeno 80 mila i laureati che hanno preso la strada del Nord dal 2000 al 2005). Fra Nord e Sud, conferma la Banca d’Italia, permane un enorme differenziale economico, con un divario del 60% del Pil per abitante.
A tutela di chi è in difficoltà con il lavoro, il governo - ricorda il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti - ha messo in campo una rete di protezione da 34 miliardi di euro in ammortizzatori sociali. «Il ministro Tremonti - aggiunge - per prima cosa vigila sull’equilibrio dei conti pubblici perché in caso di esplosione sarebbe ferito proprio chi ha di meno».
E quanto ai conti pubblici, l’Isae appare più pessimista rispetto alle ultime stime del Tesoro. Il deficit 2009 viene collocato al 5,3%, in linea coi dati ufficiali. Il disavanzo si porterebbe al 5,1% quest’anno e al 4,6% nel 2011. Considerando la manovra aggiuntiva dello 0,4% del Pil indicata nel programma di stabilità, la cifra scenderebbe l’anno prossimo al 4,2%. La pressione fiscale è vista quest’anno in lievissimo calo al 42,5% del Pil, contro il 42,8 del 2009. Qualche tensione potrebbe però verificarsi sull’andamento dei prezzi: l’inflazione viene stimata all’1,6% quest’anno e al 2% l’anno venturo.