Acs chiama l'Australia per non lasciare Abertis all'italiana Atlantia

Il gruppo spagnolo ora bussa a Macquaire per la contro Opa. E spunta la pista tedesca

Camilla Conti

Gli spagnoli di Acs non mollano. E dopo aver chiesto - invano - l'aiuto dei cinesi, ora chiamano in campo gli australiani di Macquarie per finanziare la controfferta su Abertis, allineandosi alla richiesta del governo di Mariano Rajoy di impedire che quest'ultima finisca nelle mani dell'italiana Atlantia. Sarebbe questa la strategia del gruppo iberico di costruzioni, secondo il quotidiano El Confidencial.

L'obiettivo di Acs è da settimane quello di trovare almeno 17 miliardi e rilanciare così l'offerta arrivata dall'azienda guidata da Giovanni Castellucci. Sul tavolo, aggiunge il quotidiano, ci sarebbe anche la proposta del fondo canadese Brookfield. Nel grande risiko delle autostrade spuntano anche i tedeschi: il consiglio di sorveglianza di Hochtief, compagnia di costruzioni che ha come azionista di maggioranza Acs, potrebbe discutere oggi l'offerta per acquisire Abertis. Hochtief ha come amministratore delegato, Marcelino Fernandes Verdes, che ha lo stesso ruolo nella compagnia teutonica.

La struttura che la Acs di Florentino Pérez avrebbe messo a punto per convincere i fondi si baserebbe sulla creazione di un veicolo con Hochtief, dal quale dovrebbe partire la contro-Opa. Successivamente, la società spagnola dovrebbe proporre la fusione per incorporazione del concessionario autostradale. Prospettando questo scenario Verdes avrebbe incontrato la scorsa settimana alcuni fondi internazionali interessati ad analizzare la fattibilità dell'operazione. E Macquarie sarebbe l'investitore con il quale i colloqui sarebbero più avanzati.

Altre fonti, citate sempre da El Confidential, hanno indicato che la multinazionale spagnola avrebbe avuto contatti anche con fondi sovrani mediorientali con cui Perez ha un buon rapporto per il suo ruolo di presidente del Real Madrid. È difficile, però, immaginare che i fondi forniscano capitale per poi ritrovarsi in minoranza nella società che nascerà dalla fusione tra Abertis e la controllata tedesca di Acs, Hochtief. La partita, insomma, è complicata.

Nel frattempo Atlantia monitora le mosse degli aspiranti avversari da una posizione di forza: l'offerta di Acs deve essere molto elevata per superare quella già presentata dal gruppo di Castellucci, che valorizza Abertis 16,34 miliardi di euro (16,5 euro per azione), poiché il rivale avrà sempre l'ultima parola per proporre un rilancio. Atlantia, inoltre, si è assicurata che le banche che le hanno dato finanziamenti per 11 miliardi non possano fare lo stesso per gli spagnoli. Il mercato tifa Italia, il governo di Madrid ovviamente no.