Air France in ginocchio: Alitalia sposa di Etihad pensa ai rischi scampati

Nel 2008 Parigi era a un passo dall'acquisto della società italiana. Se l'operazione fosse andata in porto che fine avrebbe fatto la principale compagnia del nostro Paese?

Stando a un sondaggio rimbalzato ieri su vari siti, il 69% dei francesi considera «ingiustificato» lo sciopero dei piloti che dal 15 settembre sta paralizzando i voli di Air France. Anche ieri, dodicesimo giorno, sono stati cancellati un volo su due e sono andati in fumo altri 15-20 milioni. La motivazione riguarda i progetti di sviluppo della low cost europea Transavia, che già fa parte del gruppo, ma che avrebbe un impatto su impegno e stipendi dei piloti. Il braccio di ferro continua.

Air France, già alle prese con conti in perdita, è in ginocchio anche sul piano operativo e in serie difficoltà sotto il profilo strategico. E molti in questi giorni si chiedono: che cosa sarebbe stato di Alitalia se fosse entrata a far parte del gruppo francese? Come si ricorderà, nel 2008 le trattative per l'acquisto furono a un passo dalla conclusione, e le condizioni proposte allora furono persino rimpiante da molti, mano a mano che la gestione dei Capitani coraggiosi mancava i suoi obiettivi.

Oggi sembra proprio che le parti si siano capovolte: Alitalia in condizioni di salvezza e di rilancio sotto l'ombrello protettivo di Etihad; Air France in crisi, costretta in tre anni a tagliare 8mila posti e spese per un miliardo e, soprattutto, senza idee chiare per il futuro.

Fosse entrata nell'orbita di Parigi, Alitalia esisterebbe ancora? E che cosa sarebbe? Ovviamente la storia non si fa con i «se», ma non è difficile immaginare che Alitalia sarebbe stata depotenziata diventando un vettore ragionale orientato verso l'hub di Parigi. Forte del suo marchio di valore, ma più piccola, priva di autonomia e con collegamenti di lungo raggio ridotti all'essenziale. Sarebbe forse diventata una costola low cost del gruppo transalpino, proprio come Transavia su cui oggi Air France vuole concentrare l'attività di breve e medio raggio; riduzioni di personale e di attività sarebbero state striscianti ma non meno dolorose.

Alitalia e Air France non sono confrontabili, diverse per dimensioni e per capacità di fare sistema. Ma delle due è Alitalia oggi a guardare con fiducia al futuro, alleata di un gruppo - Etihad - che ha idee chiare, mezzi, e un posizionamento sempre più forte. Alitalia è il pezzo più pregiato di Etihad in Europa, con piani di sviluppo integrati con quelli della compagnia di Abu Dhabi, e sarà valorizzata dalle alleanze con le altre 4 compagnie europee partecipate dagli arabi.

Tornando allo sciopero di Air France, è il più lungo nella storia della compagnia. Il danno è incalcolabile, perché al mancato incasso si aggiunge la perdita di clientela, sempre difficile da recuperare. Una società manifatturiera vittima di uno sciopero continua a vendere i prodotti stipati in magazzino, senza un impatto immediato sulla clientela. Per una compagnia aerea il prodotto è il posto, e uno sciopero investe istantaneamente i rapporti commerciali.