Airbus va alla sbarra in Gran Bretagna: sospetta corruzione

L'ufficio frodi apre un fascicolo, si indaga su possibili tangenti. Il nodo degli intermediari

Paolo Stefanato

L'Ufficio frodi britannico ha aperto un'indagine su Airbus, il colosso aerospaziale europeo con sede in Francia, nel sospetto che alcune trattative per la vendita degli aerei civili possano aver nascosto intermediari non trasparenti e pratiche illecite. Da tempo l'agenzia inglese di sostegno all'export chiedeva ad Airbus maggior trasparenza sull'uso dei mediatori locali; il Serious fraud office ora indaga esplicitamente su possibili episodi di «corruzione, bustarelle e truffa». Il gruppo ha confermato la propria assoluta disponibilità a cooperare con gli inquirenti in quella che si profila come un'indagine destinata a protrarsi per anni, e i casi presi in esame risalgono anche a parecchi anni or sono. Si tratta di passaggi opachi denunciati in precedenza anche dalle agenzie di sostegno all'export francese e tedesca, che avevano sospeso i loro crediti. Ora si è aggiunta l'agenzia britannica, passaggio questo che ha innescato l'inchiesta penale. Ieri in Borsa il titolo Airbus ha sofferto per il diffondersi delle notizie, e ha perso l'1,29 per cento.

Per capire meglio le vicende è il caso di soffermarsi su alcune dinamiche del mercato aeronautico. I prezzi di listino sono stratosferici: sul catalogo Airbus vanno dai 75,1 milioni di dollari di un A318, il più piccolo della famiglia, fino ai 432,6 milioni di un A 380, il velivolo commerciale più grande del mondo. Un aereo è il prodotto industriale più caro che ci sia e, per una compagnia, corrisponde a quello che è l'acquisto di uno stabilimento per un'industria manifatturiera. Il punto è che i prezzi ufficiali non li paga praticamente nessuno. La politica degli sconti è top-secret, e sia venditore che compratore si impegnano a non diffondere i valori dei singoli contratti, che sono sempre diversi uno dall'altro.

Parliamo di Airbus, ma le logiche sono identiche anche per l'altro grande produttore mondiale, Boeing. Il prezzo di listino viene utilizzato solo nelle comunicazioni al grande pubblico, quando le compagnie annunciano i propri ordini, attribuendo ad essi valori che suscitano stupore e ammirazione. Il prezzo vero può essere del 20, del 30, anche del 50% inferiore: dipende dalla capacità contrattuale e, ovviamente, dal numero di aerei ordinati. Ed è proprio nella scontistica che si annidano quei mondi spesso opachi di intermediari e di commissioni, che rischiano di imboccare le strade scivolose dell'illegalità.