Alitalia, a Ball le leve del comando

Il nuovo ad inizia il 7 marzo. Avrà tutte le deleghe: il presidente Montezemolo resta a bocca asciutta

Paolo StefamnatoLa vera notizia emersa ieri dal cda di Alitalia è che Luca di Montezemolo resterà presidente senza deleghe, esattamente come durante la breve e sfortunata gestione di Silvano Cassano. Le dimissioni di quest'ultimo avevano lasciato intravedere nuovi ruoli per l'ex presidente della Ferrari, ma la doccia fredda è arrivata con il comunicato che annuncia per il 7 marzo l'ingresso nella carica di amministratore delegato di Cramer Ball, per il quale «le deleghe conferite sono le stesse attribuite ad interim al presidente Montezemolo». Un intero pacchetto preso e restituito. Compresa la responsabilità sulla comunicazione, quindi, che invece a Montezemolo pare stesse molto a cuore. Nel dubbio - viene da dire con un filo di malizia - si era portato avanti: perché tre nomine chiave come quella alle relazioni istituzionali, quella alle relazioni esterne e quella all'ufficio stampa sono avvenute di recente, durante la sua gestione quindi sotto la sua influenza - e i relativi incarichi hanno tutti i presupposti per durare a lungo.Quanto all'australiano Ball, la sua designazione risale a metà dicembre, e arriva in Alitalia con fama di risanatore: ha trascorso gli ultimi due anni alla guida dell'indiana Jet Airways, anch'essa partecipata da Etihad e con i conti non al meglio. Solo tre settimane fa la compagnia di Abu Dhabi, non senza sottintesi, ha fatto circolare in Italia i risultati del vettore di Mumbai, rilevando che il 31 dicembre 2015 esso ha chiuso il terzo trimestre consecutivo in utile e con un margine operativo quadruplicato. Quale miglior biglietto da visita per un manager che arriva al timone di una compagnia in forte perdita? Gli stessi azionisti di Cai, ai quali Ball è stato praticamente imposto, non hanno eccepito nulla.L'ingresso del nuovo ad australiano come il numero uno di Etihad James Hogan e uomo di collaudata fiducia del gruppo arabo - viene salutato con elevate aspettative. I conti di Alitalia continuano a essere in rosso e il 2015, stando alle indiscrezioni emerse, si sarebbe chiuso con perdite non inferiori ai 200 milioni (non molto più basse rispetto a quelle delle vecchia Alitalia); la compagnia continua a indicare il 2017 come l'esercizio del ritorno all'utile. Ball dovrà lavorare tenendo presente l'obbiettivo, parte di un piano industriale più volte confermato.Uno dei temi con i quali forse dovrà misurarsi il nuovo ad è l'ipotesi di aggregazione tra la compagnia italiana e la tedesca AirBerlin, altra partecipata (dal 2011 al 29%) di Etihad. «Non commentiamo voci e speculazioni» ha risposto Montezemolo. Etihad, secondo il suo modello di business, ha già creato legami commerciali e operativi tra le compagnie; ma potrebbe aver senso sotto il profilo strategico una qualche forma di integrazione tra le partecipazioni in Europa. Resta il fatto che AirBerlin, seconda in Germania solo a Lfthansa e attiva anche sul lungo raggio, è da anni oggetto delle cure di Etihad eppure non è stata ancora risanata.