Alitalia-Etihad, per Renzi è questione di ore

Per Alitalia potrebbe essere ormai «questione di ore». Lo ha assicurato il premier Matteo Renzi, intervenendo ieri alla direzione del Pd. A breve, infatti, dovrebbe arrivare la risposta di Etihad alle proposte di apertura del capitale della compagnia tricolore. «In settimana ci sarà la risposta», ha ribadito in merito Maurizio Lupi, ministro dei Trasporti, pur precisando che «non ci è ancora arrivato nulla che vada in alcuna direzione... e non bisogna farsi prendere da facili ottimismi o pessimismi». Indiscrezioni sempre più pressanti danno comunque per assodato che dal vertice della compagnia guidata da James Hogan sia arrivato il via libera all'operazione.
L'accordo dovrebbe prevedere l'ingresso del gruppo arabo con il 49% del capitale nella compagnia tricolore per 560 milioni circa, a fronte di un deciso taglio di debiti e pendenze, e di 2.600 esuberi. I sindacati, in effetti, sarebbero già pronti a scendere in campo per riprendere la vertenza. «Vediamo l'accordo, una volta che c'è l'intesa valutiamo il piano industriale, poi si vedrà il tema dell'occupazione insieme al ministro del Lavoro, Poletti», ha precisato in merito Lupi, cercando di tranquillizzare gli animi. La svolta promessa da Ethiad è quella di far tornare Alitalia a concentrarsi sui redditizi voli intercontinentali.
E che sulla questione si sia ormai arrivati alle battute finali, lo dimostrano anche le posizioni espresse dal sistema bancario e dalle istituzioni coinvolte nella trattativa. Lo stesso Federico Ghizzoni, ad di Unicredit, ha così risposto a chi gli chiedeva se si aspettasse una soluzione positiva per la ex compagnia di bandiera: «Spero e immagino di sì. C'è un certo ottimismo». Sul tema è intervenuto anche il «facilitatore» Luca di Montezemolo sostenendo che «sarebbe importantissimo per Alitalia e per il turismo italiano perché il piano industriale è molto interessante e c'è grande complementarietà».
La fiducia su un esito positivo è quindi nell'aria nonostante le crescenti preoccupazioni che Lufthansa e British Ariways, tra i principali concorrenti del vettore aereo, possano decidere di contrastare l'accordo ricorrendo alla Ue. «Se capitali esteri e investitori importanti sono interessati a società italiane, nel rispetto delle norme comunitarie, è un segnale positivo di interesse per il nostro Paese», ha ribadito Andrea Camanzi, presidente dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.