Alitalia, il governo preme «Il piano va migliorato»

Delrio: «Più coraggio nel rilancio dell'azienda» Ipotesi ammortizzatori per 1.300 lavoratori

Sofia Fraschini

«Il piano industriale di Alitalia deve essere un po' più coraggioso nel rilancio». A una settimana dalla deadline per l'avvio della ristrutturazione finanziaria dell'ex compagnia di bandiera, il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, ha esortato il management di Alitalia a cercare aggiustamenti al piano di rilancio del gruppo. Ma a stretto giro, è stato lo stesso presidente esecutivo, Luigi Gubitosi, ad ammettere che «la situazione è piuttosto complicata».

Appare, dunque, in salita questa ultima settimana di trattative no-stop per trovare un accordo con i sindacati, far partire la ricapitalizzazione e scongiurare rinvii che peggiorerebbero solo lo stato delle finanze della compagnia. «Abbiamo discusso - ha spiegato il ministro - su come rafforzare gli investimenti perché è chiaro che quello in definizione è un piano importante che consente ad Alitalia di vivere, ma poi bisogna anche vincere la sfida. Il governo accompagnerà questo processo perché l'azienda è importante per questo paese».

In base al piano voluto da Cramer Ball, ad di Alitalia, la società punta a chiudere entro il 13 aprile un accordo sul nuovo contratto (con la riduzione media degli stipendi del 30%) e sugli esuberi (ne sono stati richiesti 2.037). L'obiettivo di risparmio del costo del lavoro nel piano è di 163 milioni l'anno (100 milioni dagli stipendi, 63 milioni dagli esuberi). Numeri e fini non condivisi dai sindacati ai quali ieri il ministero del Lavoro avrebbe concesso un'apertura proponendo 4 anni di tutele: due anni di cassa integrazione straordinaria e due anni di indennità mensile di disoccupazione (Naspi) per 1.300 lavoratori di Alitalia in esubero. A questo «pacchetto» di ammortizzatori sociali si potrebbe poi aggiungere un incentivo da parte dell'azienda per favorire l'uscita volontaria.

Sulla trattativa, ieri, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti è sembrato più ottimista del ministro Delrio facendo sapere che «tra le parti c'è un dialogo costruttivo: le riunioni vanno avanti e sindacati e azienda continuano a lavorare su diverse tematiche, visto che il piano ha tante facce. Il risultato deve essere che tutti trovino delle risposte alle loro richieste». Dopo lo sciopero di giovedì che ha cancellato il 60% dei voli, ieri mattina è andato in scena l'incontro tra il ministro e il management, e nel pomeriggio, quello tra il Mise e i sindacati e poi quello a tre tra azienda, sindacati e governo. Oggi, e nei prossimi giorni, proseguirà serrato il confronto tra le parti. La quadra va comunque trovata.

Il fallimento di Alitalia, secondo fonti vicine al dossier, significherebbe un esborso per lo Stato di almeno 10 miliardi. Comporterebbe 7.500 esuberi sui 12mila dipendenti attuali.

Commenti

TitoPullo

Sab, 08/04/2017 - 12:47

Se anche stavolta passa il salvataggio del "carrozzone" mangisoldi Alitalia...fra un paio d'anni anzi meno siamo allo stesso punto cioé.....a battere cassa!! E fatela fallire una buona volta poi si fondi una compagnia meno megalomane, più linitata ma che generi utili !! SWISSAIR ne é stato un esempio !!E BASTAAAAA FARSI MANTENERE DAL PUBBLICO DENAROOOOOOOO !!!