Alitalia, i conti fuori rotta complicano il nodo esuberi

Oggi il vertice sindacale, gli esperti vedono 2.400 tagli Montezemolo: «Etihad e il governo hanno sbagliato»

Con i conti in caduta libera, il nodo degli esuberi torna d'attualità in casa Alitalia. Dopo il passaggio referendario con la valanga di «no» che ha spinto la compagnia verso l'amministrazione straordinaria, oggi i sindacati di categoria incontreranno per la prima volta i tre commissari nominati per traghettare Alitalia fuori dalle secche del fallimento.

L'appuntamento è per le 17 a Fiumicino e a tornare protagonisti saranno i lavoratori, dopo le lunghe diatribe di questi giorni sulla revisione dei contratti in essere e il rilancio industriale della compagnia. Si tratta di uno dei temi più delicati al momento sul tavolo dei commissari per questo, con ogni probabilità, non si parlerà subito di esuberi. «I tagli non saranno indolori», aveva però avvertito Luigi Gubitosi, qualche giorno fa, senza fare numeri. Un punto sul quale, al più presto, sarà necessario alzare il velo se si vuole attrarre nuovi investitori ed evitare il fallimento che lascerebbe a casa tutti gli 11mila dipendenti del gruppo. «Ci sono due errori» dietro la crisi dell'Alitalia: «uno di managerialità da parte di Etihad anche se hanno fatto cose buone e l'altro da parte del governo», ha detto Luca Cordero di Montezemolo. «Il giorno dopo l'accordo con Etihad da parte del governo si è detto: il problema non c'è più e non si è affrontato in termini strategici il tema del trasporto aereo», ha aggiunto l'ex presidente Alitalia ribadendo che con gli emiri il discorso è «ancora aperto».

Secondo Andrea Giuricin, docente di Economia dei trasporti dell'Università Bicocca, «il taglio del personale sarà necessario per potere mantenere in equilibrio i conti. I commissari faranno di tutto per limitare questi tagli, ma è probabile che le 2.400 persone di cui si parlava prima dell'accordo, saranno il numero minimo. E sarà il personale di terra quello maggiormente colpito». Questo perché, in questa fase di tentato rilancio, si tratta dei primi posti sacrificabili mentre, lasciare a terra gli aerei, sarebbe un autogol per la compagnia. «Il grave rischio continua Giuricin - è quello che i commissari debbano tagliare molto di più, poiché l'equilibrio di Alitalia è molto instabile, visto che i ricavi continuano a scendere, anche dopo la caduta del 10% del 2016».

Problema che sarà sul tavolo oggi, con la Filt Cgil che chiederà un aggiornamento puntuale sul bilancio. Al di là della perdita da 200 milioni registrata nei primi 3 mesi, quella cumulata è arrivata a 2,3 miliardi, e il sindacato vuole conoscere la destinazione dei 600 milioni ricevuti con il prestito ponte. Sperando di salvare gli addetti, inoltre, le sigle sindacali intendono chiedere l'eliminazione degli sprechi.

Aspettando l'incontro sindacale, ieri intanto il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, ha lanciato l'idea di coinvolgere Eni, Leonardo-Finmeccanica ed le Fs nel salvataggio della compagnia.

Commenti

curatola

Ven, 12/05/2017 - 21:47

Lasciate che alitalia finisca e finiscano i suoi debiti : dono sette anni che drenano risorse . giriamo pagina grazie