Alitalia, ora lo Stato ristudia l'imbarco

Si va verso la quota del 14%, ipotesi asse Fs-Delta-EasyJet. A gennaio il nuovo piano

L'ingresso diretto dello Stato, tramite il Tesoro, nel capitale di Alitalia con una quota di circa il 14% e un «consorzio» tra Delta-Easyjet per provare il rilancio della compagnia aerea da tempo commissariata. E mentre Di Maio avverte che nel nuovo piano industriale di Alitalia non ci «devono» essere esuberi, arriva la proroga per la restituzione del prestito ponte da 900 milioni che saranno erogati dalla cassa dei servizi energetici e ambientali.

Una boccata d'ossigeno per la compagnia che vedrà così il rinvio di sei mesi della scadenza per il rimborso del prestito che passa così al al 30 giugno. «La proroga del prestito di sei mesi era necessaria. Alitalia è un dossier delicato ed è sul tavolo del Mise»- ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli. Ed è con questo punto fermo che il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, ha incontrato i sindacati a cui ha promesso «rilancio e non salvataggio».

Di Maio resta incredibilmente fiducioso: Alitalia «può essere rilanciata e gli italiani non dovranno metterci più soldi. Stiamo lavorando. Ferrovie ha fatto la propria offerta vincolante e c'è tanto interesse sui mercati e questa, finalmente, può essere una grande occasione per andare a prendere i turisti. Stiamo mantenendo le promesse: le Ferrovie infatti hanno presentato la propria offerta vincolante ed entro il 31 gennaio ci sarà il piano industriale e insieme a soggetti di mercato, che è una delle condizioni vincolanti che hanno posto le Ferrovie quando hanno presentato la loro proposta. A questo si aggiunge l'ipotesi di una partecipazione diretta dello Stato, che fa parte dell'interlocuzione con l'Unione europea». Anche se in realtà su questo punto ad ottobre Di Maio si era scontrato con l'opposizione del ministro Del Tesoro Giovanni Tria. Delresto anche il governo francese ha una partecipazione simimile nella sua compagnia di bandiera, Air France.

In queste settimane, le Ferrovie stanno procedendo nella due diligence, come previsto dall'offerta vincolante, mentre, come ha detto l'ad Gianfranco Battisti nei giorni scorsi, avanza il lavoro sul nuovo piano industriale ed è in fase avanzata l'interlocuzione con grandi player internazionali. I nomi che circolano sono quelli di Delta Airlines, guidata da Ed Bastian, ed Easyjet mentre sullo sfondo resta Lufthansa.

Per i sindacati, la proroga delle scadenza del prestitito ponte è positiva ma l'orizzonte è ancora «offuscato e sono poche le certezze sul futuro». Secondo i sindacati sono «poche le certezze sulle reali possibilità di reperire le risorse necessarie a capitalizzare la nuova azienda (per circa due miliardi) e non risultano chiare le volontà dei due partner internazionali interessati. Inoltre siamo preoccupati viste le esperienze di partnership internazionale che hanno devastato la compagnia». Le sigle sindacali hanno inoltre manifestato allo stesso ministro il forte auspicio di un coinvolgimento preventivo nello sviluppo del piano industriale e nella definizione del ruolo dei partner: «Alitalia per poter sopravvivere e rilanciarsi deve guardare al lungo raggio e a rotte più remunerative».