Alitalia parla con Ryanair E l'aumento è più vicino

Le banche pronte a iniettare altri 600-700 milioni. O'Leary propone una collaborazione

Paolo Stefanato

Udite udite: Alitalia e Ryanair si parlano! Gli acerrimi nemici (la low cost beffeggiò Alitalia anche sulla livrea dei propri aerei) sembrano cambiare rotta e ieri i due ad, Cramer Ball e Michael O' Leary, si sono incontrati in un albergo romano e hanno dialogato come mai era accaduto prima. O'Leary ha proposto una collaborazione per il feederaggio, mettendo cioè a disposizione dei voli intercontinentali di Alitalia le proprie rotte di breve e medio. Se ci sarà un seguito, si vedrà.

Intanto, dopo il cda sospeso lunedì per prendere tempo (dovrebbe riprendere domani), si registra qualche schiarita sulla crisi finanziaria dell'ex compagnia di bandiera. Etihad e le banche (Unicredit e Intesa) sono prossime a un accordo per iniettare qualcosa come 600-700 milioni; una manovra che prevede un aumento di capitale da un centinaio di milioni, linee di credito, un prestito di Etihad da 300 milioni. C'è ormai convergenza verso questa soluzione, il cda (e poi l'assemblea) dovranno esprimersi definitivamente. Intanto lunedì è stato dato incarico a Lazard per valutare la fattibilità del piano industriale 2017-2021, e cioè sugli investimenti necessari e sulla compatibilità delle risorse a disposizione.

La seconda fase del piano prevede un radicale mutamento del modello di business sul breve e medio raggio, l'area di attività che perde più denaro e che più soffre della concorrenza delle low cost. Mentre per il lungo raggio sono previsti soprattutto investimenti in nuove rotte, per le rotte italiane ed europee l'obbiettivo è di abbassare i costi e migliorare la produttività di tutti i fattori. Anche di piloti ed equipaggi, che dovranno, con ogni probabilità, subire una pesante sforbiciata (in tutto, si parla di 2mila tagli tra personale di volo e di terra, tra esuberi ed esternalizzazioni). Ma questo farà parte del rinnovo del contratto, di cui si parlerà nelle prossime settimane. Si intravede un pressing sui fornitori a tutti i livelli, anche per i leasing degli aerei, e una probabile riduzione della flotta. Le tariffe, peraltro in molti casi già basse, verranno ancora più pesantemente segmentate, facendo pagare tutto quello che non è il semplice posto. Gli investimenti già realizzati in informatica e tecnologie daranno i loro frutti, che a regime vengono quantificati in 100 milioni all'anno.

Per molte decisioni occorre ancora del tempo. I temi delle alleanze (quella con Air France Klm e quella a 4 con Delta per le rotte transatlantiche) non troveranno una soluzione immediata, e tutti i piani operativi (destinazioni, frequenze, flotta) dipendono anche da queste.