Alitalia, «rimbalzino» in Borsa bruciato il 12% nella settimana

Prato si autosospende da Fintecna. Almaviva: «Siamo interessati anche all’informatica, non solo ai call center»

da Milano

Un rimbalzino dell’1,16% non è servito ieri al titolo Alitalia per compensare le perdite della settimana: da venerdì a venerdì il titolo ha bruciato l’11,77% del suo valore, arretrando a quota 0,79 euro. Il saliscendi oggetto d’indagine da parte della magistratura, continua. Ieri al Consiglio dei ministri non si è parlato della compagnia e del suo futuro: lo hanno confermato sia il ministro dell’Economia (e azionista al 49,9%) Tommaso Padoa-Schioppa, sia il suo collega ai Trasporti, Alessandro Bianchi. Massimo riserbo di quest’ultimo anche sull’inchiesta per insider trading avviata dalla Procura di Roma, sulla quale invece è intervenuto con una nota un sindacato, lo Snaut. Il suo ex segretario, Pietro Zannoni, è stato infatti convocato dalla Procura come persona informata dei fatti: «Il sindacato - si legge nella nota - pubblicò volantini contenenti le linee finanziarie e il programma di riassetto durante lo sciopero del 9 ottobre scorso a Fiumicino». Ciò avvenne, dice il sindacato, nell’ambito delle «battaglie sindacali promosse contro il piano di riordino finanziario dell’ex ad di Alitalia, Giancarlo Cimoli».
Ieri l’Ansa ha dato notizia che il presidente e amministratore delegato di Fintecna, Maurizio Prato, si sarebbe autosospeso dalle cariche: ma non c’è stata conferma ufficiale. La decisione sarebbe stata formalizzata nel corso della riunione del consiglio di amministrazione. Prato, che ha assunto mercoledì la presidenza di Alitalia, potrebbe così tornare al vertice di Fintecna una volta esaurito il suo mandato alla guida della compagnia: che consiste nell’identificare il miglior candidato a subentrare al Tesoro come azionista di controllo e nel varare prime misure di strategia industriale per far fronte ai conti in rosso.
Proprio nell’ambito delle misure che saranno adottate con l’obiettivo del risanamento, e in particolare sul delicato tema di Alitalia Servizi, va registrato l’orientamento di cedere a privati le singole attività (informatica, call center, handling, meno la manutenzione che verrebbe fatta riconfluire in Alitalia Volo), orientamento espresso da Prato durante l’incontro sindacale di giovedì. Ieri il gruppo Almaviva presieduto da Alberto Tripi ha fatto sapere di essere interessato non solo ai call center di Alitalia «ma, qualora ci fossero le condizioni, a tutto il polo informatico della compagnia, oltre ai call center». «Le sole attività di call center - ha detto una fonte vicina al gruppo - non sono interessanti. L’obiettivo, sempre se ricorressero le condizioni, sarebbe tutto il polo informatico della compagnia». Almaviva (707 milioni di ricavi nel 2006) ha già una partnership in corso con Alitalia in quanto possiede il 60% di Alicos, società in compartecipazione con la compagnia, che si occupa della gestione delle relazioni con i clienti, per l’Italia, l’Europa e il Nord America. Eds e Accenture hanno a suo tempo effettuato offerte per i servizi informatici e per i servizi di amministrazione del gruppo.