Alitalia vede l'utile nel 2016 Ma ora mancano 300 milioni

Air France è e resta il principale socio di Alitalia, ma oggi il presidente di quest'ultima, Roberto Colaninno, non prevede modifiche nell'azionariato della compagnia. L'ingresso di Aeroflot, di Etihad o di compagnie cinesi viene liquidato come «illazioni». Anche il capitolo Cassa depositi e prestiti non trova commenti: Alitalia non ne sa nulla.
Così il piano industriale 2013 – 2016, presentato ieri dal nuovo amministratore delegato Gabriele Del Torchio, vede un'Alitalia «invariata» come società – cioè autonoma – anche se i piani di sviluppo valorizzano le sinergie con i grandi partner (Af-Klm, Delta, Etihad e, a breve, la brasiliana Gol). Un piano che prevede di portare la compagnia in utile nel 2016. La progressione è la seguente: pareggio operativo nel 2014, pareggio di bilancio nel 2015, profitti nel 2016. Se così sarà, il risanamento avverrà dopo 7 anni dall'avvio di Alitalia-Cai, 4 di ritardo sui piano originari.
Ma Colaninno, ieri, ha ricordato tutte le difficoltà macro e micro, rivendicando al suo gruppo di azionisti il fatto di aver mantenuto in vita e italiana una grande infrastruttura del nostro Paese. Restando ai conti, Del Torchio esclude per ora il ricorso a un aumento di capitale. Il piano prevede, però, investimenti da finanziare. Come? Il bond convertibile da 150 milioni è stato sottoscritto per 95, e l'ad è fiducioso che chi non ha versato, verserà. Il vicepresidente Salvatore Mancuso (Equinox) ha assicurato la propria adesione, ritardata da fattori tecnici legati allo statuto del suo fondo. Entro l'anno il fabbisogno sarà di 300 milioni, che saranno richiesti al sistema bancario sotto forma di linee di credito.
Il piano si basa su risultati già acquisiti in questi anni, in particolare la flotta più giovane d'Europa e un livello di qualità che soddisfa la clientela; e si articola in numerose linee strategiche che prevedono un complessivo ridisegno della compagnia. Ci sarà un rinnovamento complessivo di Air One: nuovi nome, livrea e marketing web-oriented, puntato su segmenti specifici di clientela, anche a prezzi bassi. L'attività nazionale sarà riorganizzata: unico hub a Roma e due basi in Sicilia e a Venezia. Previsti nuovi collegamenti internazionali da Linate, con una parallela riduzione di voli verso Fiumicino. Sarà ripensato il network europeo, e soprattutto saranno concentrati investimenti significativi sul lungo raggio, dove sono previsti 6 nuovi aerei a cominciare dal 2014. Azioni mirate punteranno a un maggiore riempimento della classe Magnifica, oggi al 50%. Il piano prevede una forte collaborazione con l'aeroporto di Fiumicino; rapporto favorito dal fatto che il gruppo Benetton è azionista di entrambi i soggetti. Il piano ha ottenuto il consenso sindacale.
Claudio Tarlazzi, segretario generale della Uil Trasporti, ha commentato: «Il piano va nella via giusta. Ma per Alitalia è importante trovare un partner definitivo».