Allarme povertà per le famiglie italiane

L'Italia è sempre meno un Paese per giovani. L'indagine condotta dalla Banca d'Italia sui bilanci delle famiglie italiane, un po' datata (è infatti relativa al 2012) ma comunque preoccupante, mostra una netta contrazione del reddito medio, sceso dal 2010 da 32.714 a 30.380 euro (-7,3%): ma la generazione tra i 19 e i 35 anni sta anche peggio, con 15.829 euro, quasi 1.500 euro in meno l'anno rispetto alla rilevazione del 2010. D'altronde, metà delle famiglie italiane vive con meno di 2mila euro al mese, mentre per il 20% le entrate sono addirittura inferiori: circa 1.200 euro al mese.
Alla luce di questi dati non si fa fatica a comprendere perché il 35,8% delle famiglie ritenga che le proprie entrate siano insufficienti ad arrivare alla fine del mese: due anni fa erano il 29,9%, il 24,3% nel 2004. E aumentano le persone in condizione di povertà - nell'indagine di Bankitalia la soglia di povertà è identificata in un reddito di 7.678 euro netti l'anno a persona - passate dal 14 al 16% del totale in soli due anni, tra il 2010 e il 2012, con punte del 24,7% nel Mezzogiorno e di oltre il 30% tra i nati all'estero. Conseguenza estrema di una disuguaglianza sociale accentuata dalla crisi e ormai esasperata: il 10% delle famiglie più agiate possiede quasi la metà della ricchezza totale dei nuclei familiari italiani.
Per il vicedirettore generale di Via Nazionale, Fabio Panetta, «i costi economici e sociali delle due recessioni che in un breve arco temporale hanno colpito l'Italia sono ingenti. Dal 2007 il Pil è sceso del 9 per cento, la produzione industriale del 25%. Le opportunità di lavoro sono diminuite: il numero di occupati si è ridotto di un milione di unità, il tasso di disoccupazione è giunto a sfiorare il 13 per cento, superando il 41% tra i giovani, che pagano più di tutti le conseguenze della crisi».
L'indagine «non fa altro che confermare, in ritardo, la situazione di vero e proprio allarme che denunciamo da tempo - affermano Federconsumatori e Adusbef -; basti pensare che, solo nel 2013, una famiglia composta da tre persone ha ridotto mediamente la propria spesa alimentare di 309 euro annui».
Ma gli italiani continuano tuttavia a restare poco indebitati: la quota di famiglie che possiedono almeno un debito, per lo più mutui per la casa, è scesa dal 27,7% del 2010 al 26,1% nel 2012.

Commenti

unosolo

Mar, 28/01/2014 - 16:59

noi viviamo questa realtà anche grazie ai Giornalisti , gli unici a non viverla sono i politici in parlamento e i sindacati silenti o hanno concordato tutto per far aumentare il lavoro nei centri CAF , è una cosa da verificare , sappiamo che i CAF hanno lavorato moltissimo ma per quale motivo i sindacati non mettono in piazza i redditi e come pagano quel personale che assumono per i redditi ? Cosa strane , forse lo fanno per non licenziare gli esuberi che anche loro ne hanno ? Le fabbriche chiudono o licenziano per la eccessiva pressione fiscale ma i sindacati ? che fine , un tempo agivano per i lavoratori oggi si dividono il malloppo.

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Mer, 29/01/2014 - 08:50

ma se è la 7ma potenza mondiale e la 4ta in Europa l'Italia, almeno così diceva Berlusconi.

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Mer, 29/01/2014 - 11:39

esposito ricordi cosa diceva Berlusconi a proposito della Germania? Avrebbe messo apposto la Merkel e abbiamo visto chi è stato sistemato ,liquidato dalla politica.Diceva che la Italia era dietro la Germania mi ricordo benissimo, purtroppo invece è indietro alla Spagna..