"Amazon deve assumere 1.300 precari"

L'Ispettorato impone di regolarizzare i contratti interinali utilizzati oltre i limiti previsti

Maddalena Camera

Alla fine il nodo è arrivato al pettine. Amazon, rea di aver sforato le quote per l'utilizzo di «lavoratori interinali», ora dovrà assumere 1.300 persone che potranno chiedere la stabilizzazione dal primo giorno del loro utilizzo. Secondo i sindacati il colosso dell'e-commerce Usa su 3mila e 500 lavoratori assunti ne utilizza quasi 15mila interinali quando ci sono i picchi di lavoro.

Amazon, in un comunicato, ha tenuto a specificare di essere un datore di lavoro corretto e responsabile. E di aver ricevuto il verbale di accertamento che però «non contiene il numero di contratti in somministrazione citato nel comunicato stampa dell'Ispettorato del Lavoro». Insomma, l'Ispettorato può controllare ma non imporre le assunzioni a Castel San Giovanni in provincia di Piacenza. In quell'hub logistico sono impiegate stabilmente circa 1600 il cui numero sale sotto le feste natalizie o in altre occasioni speciali.

«È stato contestato all'azienda di aver utilizzato - scrive l'Ispettorato - nel periodo da luglio a dicembre 2017, i lavoratori «somministrati» oltre i limiti quantitativi individuati dal contratto collettivo applicato. Si evidenzia, infatti, che l'impresa, a fronte di un limite mensile di 444 contratti di somministrazione attivabili nel periodo suindicato, ha invece sensibilmente superato tale limite, utilizzando in eccesso un totale di 1.308 contratti per lavoratori somministrati». In pratica Amazon ha bisogno del doppio del personale per gestire le spedizioni nei momenti di picco a Castel San Giovanni come ad esempio in occasione del Black Friday, il Venerdì Nero, dove le richieste di acquisto hanno superato il milione in un solo giorno. Un fenomeno normale che accade regolarmente in tutti i magazzini del gruppo, compreso il quartier generale di Seattle negli Stati Uniti. Recentemente la società ha aperto un magazzino super automatizzato a Passo Corese vicino a Roma dove, per il momento, sono impiegate 400 persone in maniera stabile che dovrebbero diventare oltre mille nel giro di un paio di anni. Anche a Passo Corese però si alternano parecchi lavoratori interinali, ossia «somministrati». Che, cioè, non sono dipendenti Amazon ma assunti, con durata e contratti diversi, dalle agenzie per il lavoro interinale e «prestati» al gigante dell'e-commerce.

Tuttavia, ci sono limiti di legge sul rapporto tra dipendenti e interinali: nel settore della logistica è fissato al 38 per cento. Il che significa che i dipendenti diretti dovrebbero essere più del doppio degli interinali.