Amazon nel mirino Antitrust: "Favorisce i suoi clienti"

Chi utilizza i suoi servizi di logistica sarebbe privilegiato nelle vendite. La società: «Siamo pronti a collaborare»

Troppo grandi e potenti per essere buoni. È il destino, certamente non triste visti i risultati in termini di fatturato, dei colossi del web.

Così dopo aver multato Facebook con 10 milioni di ammenda per non aver rispettato il codice del consumo e non aver informato adeguatamente i nuovi iscritti sulle politiche per l'uso dei dati personali immessi sulla piattaforma, l'Antitrust italiano ha acceso un faro su Amazon per verificare se il colosso dell'e-commerce stia approfittando della propria posizione di forza nella logistica per danneggiare la concorrenza. Il risultato è l'avvio di un procedimento, che si concluderà l'anno prossimo, nei confronti di cinque società italiane del gruppo di Jeff Bezos, per accertare un presunto abuso di posizione dominante. Come sempre anche questa inchiesta dell'Autorità per la concorrenza è partita da segnalazioni di aziende che ritengono di essere state danneggiate.

Amazon, secondo queste segnalazioni, conferirebbe unicamente ai venditori che aderiscono al servizio di logistica offerto da lei stessa (con le società «Logistica di Amazon» o «Fulfillment by Amazon») alcuni tangibili vantaggi. Insomma, chi usa l'intera filiera di servizi proposta dalla società di Seattle, aumenta la visibilità online dei propri prodotti.

E quindi venderebbe di più rispetto ad altri che invece non usano i servizi di logistica della società.

Ovvio che, se il comportamento scorretto fosse avallato dall'indagine Antitrust, il colosso del web finirebbe multato, anche se le sanzioni dell'Autorità per la concorrenza italiane sono ben lontane da quelle ultramiliardarie inflitte dall'Authority di Bruxelles: a Google solo un mese fa ne è arrivata una da 1,49 miliardi di euro sempre per abuso di posizione dominante. Stessa accusa fatta ora ad Amazon sul fronte della logistica, per l'offerta di vantaggi come la consegna rapida Prime e la vendita semplificata in tutta Europa. I clienti dunque possono mandare direttamente i loro prodotti al magazzino di Amazon. Da qui, in caso di ordine, vengono impacchettati e spediti. Ma non solo. In caso di reso, Amazon - con il suo, efficientissimo call center - provvede anche a questo. Questa tipologia di clienti, che ovviamente pagano anche per i servizi di logistica, avrebbero maggiore visibilità sul sito rispetto a quelli che preferiscono gestire da soli le pratiche di impacchettamento e spedizione. Ora l'indagine dovrà chiarire se le accuse sono fondate. Amazon ha comunque già dichiarato di essere pronta ad offrire la massima collaborazione all'Autorità. In Germania è stata avviata un'analoga indagine. Mentre l'Antitrust Ue sta indagando sull'uso che Amazon fa dei dati dei suoi clienti. In pratica se il gigante del web prende quelli dei piccoli commercianti per migliorare il servizio, gli stessi dati potrebbero essere usati per calcolare offerte e prodotti più ricercati dai clienti. E se il dubbio di Bruxelles persiste, la multa, non c'è dubbio, alla fine arriverà.