Analisi E Caltagirone si pone al centro della grande finanza

Francesco Gaetano Caltagirone ha una regola non scritta: parlare solo delle aziende di cui è azionista, dove ha investito denaro vero, come il mondo immobiliare da cui ha avviato la propria scalata alla grande finanza tessendo interessi che spaziano dal cemento, all’editoria e alle assicurazioni. Fino ad arrivare a presidiare le Generali, che insieme a Mediobanca sono lo snodo più delicato di Piazza Affari, e a ottenere la vicepresidenza di Monte Paschi accanto a Giuseppe Mussari, ora candidato al vertice dell’Abi.
Ieri Caltagirone ha definito «assolutamente astratta» la possibilità che il colosso triestino, di cui controlla un pacchetto ormai vicinissimo al 2%, si possa fondere con Mediobanca. In Piazzetta Cuccia l’imprenditore romano ha una stretta amicizia con Cesare Geronzi, che sabato aveva liquidato le voci sul riassetto con un «voi sognate». Ma Caltagirone sedendosi alla tavola conclusiva del Forex con Alessandro Profumo e Corrado Passera, ha anche preso posto, dal punto di vista mediatico, tra i principali player della grande finanza. Dove ha ottimi rapporti anche con il presidente di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli, che lo ha voluto alla Fondazione Cini.
Schivo, concreto, con una passione profonda per la numismatica e forte di una liquidità prossima a 2 miliardi, la scorsa settimana Caltagirone ha esposto il proprio «manifesto» industriale e politico al Foglio, mentre ieri è intervenuto sulle priorità del Paese sul Sole 24 ore, il quotidiano di Confindustria. Un attivismo insolito, precedente l’assemblea di Generali che in aprile comporrà il nuovo cda: a fine marzo devono essere presentate le liste. Ai grandi soci francesi di Mediobanca, primo azionista del Leone, non dispiacerebbe una proroga all’ottuagenario presidente Antoine Bernheim, ma Caltagirone è apparso freddo: «A me non risulta che in questo momento si sia ricandidato. Se si ricandiderà ci rifletterò». In ogni caso, «vedremo quando ci saranno le candidature e se ci saranno»: ora «è prematuro parlare di una ricandidatura di Bernheim, è prematuro parlare di una candidatura di Geronzi». L’imprenditore si è poi mostrato pronto ad aumentare ancora l’impegno: «nell’investimento in Generali seguito a crederci e quando scendono le quotazioni ci credo ancora di più». Una presa di posizione che diventa una dimostrazione di gradimento per il tandem Giovanni Perissinotto-Sergio Balbinot.