Anche Wind 3 "apre" alla società della rete

nostro inviato a L'Aquila

Droni che controllano il territorio, sensori per gli edifici e occhiali speciali che trasmettono ciò che stanno vedendo. Saranno il monitoraggio e la trasmissione dati in tempo reale alcuni degli ambiti di applicazione del 5G, le nuove reti di tlc per le quali Tim e Vodafone hanno pagato 2,4 miliardi ciascuno soltanto per poter disporre, per 15 anni, delle frequenze per realizzarle. Insomma, sarà una rivoluzione ma ci vorrà qualche anno per vedere le novità. I player delle tlc stanno però lavorando; come la cinese Zte che a L'Aquila, nel Centro di ricerca realizzato nella città abruzzese, ha tenuto un forum sugli utilizzi del nuovo standard.

L'Aquila è una delle cinque città oltre a Prato, Bari, Milano e Matera in cui è partita la sperimentazione 5G. Ma a differenza delle altre città dove operano Vodafone e Tim affiancate da Huawei, qui la sperimentazione è appaltata a un consorzio costituito da Open Fiber e Wind Tre con la collaborazione di Zte e dell'Università cittadina.

«Partiremo con il 5G già nel 2019 - ha detto Jeffrey Hedberg, ad di Wind Tre - la cui esplosione commerciale non è prevista prima del 2022». Sul fronte della rete Hedberg si dice pronto a entrare in una possibile società comune, se Tim e Open Fiber dovessero far confluire le loro infrastrutture in una unica azienda che garantisca parità di accesso a tutti gli operatori. «Sul 5G ha detto sarebbe necessario costruire un ecosistema comune tra gli operatori e tutti i soggetti interessati, se si vuole cogliere rapidamente le opportunità dela nuova rete».

Il 5G crea comunque lavoro: Zte, ha detto Xiao Ming presidente Zte global sales, ha creato in Italia circa 1.000 posti di lavoro dal 2016 e ha stabilito nel nostro Paese l'headquarters europeo. «Per l'anno prossimo sono previste nuove assunzioni ha detto Hu Kun, presidente Europa occidentale - la tecnologia 5G sarà uno spartiacque».