Arriva in Consob l'esposto dei piccoli soci

Approda ufficialmente in Consob il dossier sulla nomina dei rappresentanti del collegio sindacale di Parmalat. Come anticipato dal Giornale, Azione Parmalat, associazione degli azionisti di minoranza con 6mila titoli, ha presentato le proprie candidature per il collegio sindacale e un esposto-segnalazione in Consob in merito «all'indicazione da parte del cda (soggetto controllato) di una proposta di delibera per la presidenza del collegio sindacale (soggetto controllore); anomalia che potrebbe danneggiare le candidature dei soci di minoranza, unici soggetti legittimati a proporre la candidatura del presidente del collegio sindacale». L'esposto nasce dopo l'iniziativa del cda di Parmalat di proporre un proprio nome per la presidenza mettendolo nero su bianco nella relazione per l'assemblea del 22 aprile. Si propone, infatti, la conferma di Michele Rutigliano, subentrato a Mario Stella Richter e a suo tempo eletto sindaco supplente dalla lista di Assogestioni. Un atto che ha fatto infuriare Azione Parmalat, spingendola all'esposto dopo aver candidato al collegio il suo presidente Marco Pedretti e il commercialista Massimo Trasatti.
In parallelo, ieri, è emerso che la Consob e il Tribunale di Parma hanno acceso un faro sulla procedura con cui è stata assegnata allo studio D'Urso Gatti Bianchi la consulenza dell'operazione con cui Parmalat ha acquistato Lag. Consulenza per la quale il gruppo ha versato a Francesco Gatti, legale di fiducia dei francesi e consigliere di Parmalat (quindi parte correlata), 972mila euro (di cui 94mila di rimborsi spese). Già nel 2011 le consulenze di Gatti, entrato nel cda in quota Lactalis, erano state remunerate con 400mila euro.