In Assolombarda Bonomi vince per 5 teste Passa la linea Rocca

Dell'Orto battuto per soli 9 voti su 155. Clima infuocato, ora occhi puntati a Confindustria

È stato proprio un testa a testa quello che ieri ha deciso la designazione di Carlo Bonomi alla presidenza di Assolombarda, che con 82 voti ha sconfitto Andrea Dell'Orto, che si è fermato a 73. Nove schede di differenza, pari a cinque sole teste, tra le 155 presenti al consiglio generale, che se avessero invertito il voto avrebbero cambiato l'esito della votazione. I pronostici della vigilia sono dunque stati rispettati, ma non certo nelle dimensioni che circolavano a Milano, che attribuivano a Bonomi un vantaggio di decine di voti.

Un elemento, questo, che ha reso infuocata fino all'ultimo la gara. Con il gruppo che sosteneva Bonomi, guidato dal presidente uscente di Assolombarda, Gianfelice Rocca, accusato di aver forzato sulla rappresentazione di un territorio che aveva già dato un chiaro responso. Quando invece la partita era più che aperta, come in effetti si è visto ieri sera.

In ogni caso, polemiche a parte, Assolombarda si trova ora più divisa di prima e forse come mai in precedenza, con il gruppo più manifatturiero degli imprenditori brianzoli sconfitto ad opera della tradizionale borghesia imprenditoriale milanese. Il tutto nel momento in cui la stessa Confindustria vive un difficile momento proprio dal lato della coesione. Anche se l'affermazione di Bonomi dovrebbe rappresentare per il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, il minore dei mali: era il candidato che Rocca aveva individuato proprio in chiave di riavvicinamento con Boccia dopo il duro scontro dello scorso anno e in vista dell'aumento di capitale per il gruppo Sole 24 Ore. Non a caso Bonomi è entrato nella squadra di Boccia, a presiedere il gruppo fisco.

Le difficoltà future, vere o presunte, sulla gestione della nuova Assolombarda si scopriranno presto, perché la carne al fuoco è tanta: le poltrone che dipendono direttamente o meno dalla più potente e ricca associazione degli industriali italiani sono circa 600, tra società, istituzioni, fondazioni, enti, amministrazioni varie. Una rete di poteri e denari dalla quale dipenderà, tanto per citare la possibile partita più rilevante dei prossimi anni, il ruolo di Milano nella Brexit; la capacità del sistema meneghino creare un polo finanziario e attirare l'Ema (l'Agenzia europea del farmaco). Con la vittoria di Bonomi, si afferma la continuità rispetto all'attuale presidenza Rocca anche rispetto a tutte le future scelte d compiere.

Tra queste c'è anche la storica scadenza del vertice della fondazione Cariplo. E non è un caso che Rocca sia da più fonti indicato come molto interessato a sostituire Giuseppe Guzzetti, che nel 2019 non potrà più restare al vertice della Cariplo dopo 23 anni e sei mandati consecutivi.

L'11 maggio si consocerà la squadra dei vicepresidenti, che sarà subito indicativa di come si stabilizzeranno i nuovi equilibri. Mentre l'assemblea generale per l'elezione del presidente designato ieri sarà il 12 giugno.

Bonomi, imprenditore del settore biomedicale attraverso il gruppo Synopo, arriva alla designazione per i quattro anni 2017-2021, dopo un percorso nel sistema di rappresentanza degli industriali sul territorio, prima come vicepresidente dei giovani di Assolombarda e dal 2013 vicepresidente di Assolombarda con la delega ai temi di credito e finanza, fisco, organizzazione e sviluppo.

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