Atlantia scommette su Save e si porta a quota 22,1%

Il prezzo è 15,25 euro ad azione ma potrebbe salire

Atlantia sale al 22,1% della Save. Dopo aver comprato il 21,3% dal fondo Amber con un blitz a fine settembre, il gruppo di infrastrutture controllato dai Benetton ha infatti acquistato dalla Fondazione di Venezia lo 0,8% della società che gestisce gli aeroporti di Venezia, Treviso e Verona. La quota è stata ceduta dall'Ente (che resta socio con l'1,5%) per circa 6,75 milioni (15,25 euro per azione). Ma è già previsto un meccanismo di integrazione parziale del prezzo qualora entro tre anni venisse promossa un'offerta pubblica di acquisto e scambio sul titolo Save ad un prezzo superiore a quello riconosciuto oggi. Eventualità, si legge in una nota, «della quale Atlantia non è a conoscenza».

Ma la postilla è la stessa dell'accordo fatto a settembre con Amber, e lascia immaginare grandi manovre in corso. Anche perché la scalata di Atlantia (che detiene il 100% di Autostrade per l'Italia e il 96% di Aeroporti di Roma), è partita contemporaneamente ai problemi sorti tra il presidente della Save, Enrico Marchi, e Andrea De Vido, i fondatori della holding Finint che controlla Save con circa il 60%. De Vido presenta una situazione debitoria in sofferenza nell'ordine dei 110 milioni, principalmente dovuti a Veneto Banca, e vorrebbe essere liquidato anche utilizzando l'asset Save, le cui azioni ha dato in pegno; mentre Marchi non ha alcuna intenzione di mollare. Ma non è possibile risolvere il problema in capo a Finint con una semplice liquidazione di De Vido: ciò comporterebbe il cambio di controllo (oggi paritetico della holding) e obbligo di Opa a cascata su Save. Sullo sfondo ecco i Benetton, interessati a crescere. Ma anche in questo caso servirebbe l'Opa.