Auto, +27% a maggio e Fca rivede il 30% di quota

Mercato ancora in ripresa e Promotor vede la fine della crisi dal 2017

Pierluigi Bonora

A un mese dal giro di boa del 2016, le immatricolazioni di auto in Italia proseguono la corsa. «È stato un maggio stupefacente», il commento a caldo di Gian Primo Quagliano (Centro studi Promotor), dopo che la Motorizzazione ha comunicato il numero di vetture vendute: 187.631 con un incremento, anno su anno, del 27,3%. Anche Fca continua ad accelerare sul mercato domestico e la quota di penetrazione (29,8%, mai così alta da tre anni) è ormai prossima alla soglia psicologica del 30%. Il gruppo guidato da Sergio Marchionne ha visto aumentare le vendite del 33,3%, segnando il miglior maggio dal 2006. Tutti i marchi di Fca hanno il segno «più»: Jeep fa +61%; Lancia, con la sua Ypsilon, +38%; Fiat +33%, spinta anche dall'«effetto Tipo» (il modello, declinato ora nelle due versioni berlina e 5 porte, in attesa della wagon, è tra i più richiesti nel segmento delle medie anche in virtù del listino competitivo); Maserati +19,7%; e Alfa Romeo +7,1%.

Il marchio del Biscione, finora basato su Giulietta e MiTo, da poco rinnovate, da questi giorni può contare sul primo modello del nuovo corso, Giulia: 35mila i visitatori al «porte aperte» dell'ultimo weekend in 166 punti vendita, 8mila le prove effettuate, mentre gli ordini raccolti hanno riguardato per il 90% l'allestimento Super e per il 3% la versione corsaiola Quadrifoglio. Fca fa sapere che la maggior parte delle auto premium offerte in permuta dai clienti riguardano modelli Bmw. Bene il Lingotto anche negli Usa: +1% in maggio e +14% Jeep.

In Italia, dunque, le vendite confermano lo stato di grazia del settore. I meriti, afferma Quagliano, sono da attribuire in larga parte «alla domanda di sostituzione arretrata che incide fortemente sulle decisioni di acquisto». Con il risultato di maggio il consuntivo dei primi 5 mesi tocca quota 875.778 unità (+20,51%), e «proiettando questo tasso di crescita sull'intero anno precisa Quagliano - si ottiene un volume di immatricolazioni di 1,9 milioni, superiore a tutte le stime formulate; non appare, tuttavia, probabile che questo risultato possa essere raggiunto». A favorire la crescita in Italia, rilevano Massimo Nordio (Unrae) e Filippo Pavan Bernacchi (Federauto), è anche il super ammortamento nelle vendite a società, nonché le importanti azioni commerciali offerte dalle Case con le proprie reti.

Il Centro studi Promotor valuta, a questo punto, che a fine 2016 la salita del mercato non scenderà sotto il 15%. Se così fosse, le immatricolazioni di vetture toccherebbero quota 1.810.000 contro il livello di 1.575.500 unità del 2015, e per il 2017 si potrebbe aprire la possibilità di superare, nell'anno, 2 milioni d'immatricolazioni. «Tale livello puntualizza Quagliano - consentirebbe di ritenere superata la gravissima crisi apertasi nel 2008».

Commenti

unosolo

Gio, 02/06/2016 - 16:42

il motore della Nazione non è il settore automobilistico , quello porta soldi allo Stato il 90 % , ma non da quel grande PIL che serve , bene comunque ma si deve puntare sulla edilizia che traina tutti i settori produttivi che portano occupazione e ricchezza a tutta la Nazione e non solo allo Stato , presto dovremmo rottamare le auto per sostituirle con elettriche , quindi ora solo sciacallaggio per inquinare . promozioni per tutte le tasche ma in lunghi periodi e dopo ?