Auto, il calvario continua Csp: «Catastrofe vicina»

In marzo le vendite di auto segnano un calo del 4,9%. Se il dato fosse reale, il settore potrebbe illudersi che la crisi sia in fase di attenuazione. Purtroppo la situazione è profondamente diversa. Il dato di marzo, come evidenziano gli addetti ai lavori (Unrae, Anfia, Federauto e Centro studi Promotor), non corrisponde alla realtà, in quanto si confronta con un marzo 2012 (-26,72%) viziato dalle pesanti conseguenze dovute allo sciopero delle bisarche. «Lo scenario - avverte Gian Primo Quagliano (Csp) - resta, dunque, critico. E se proiettiamo il risultato degli ultimi sei mesi su base annua, si ottiene un volume di immatricolazioni a 1,26 milioni di unità». Quagliano definisce questa prospettiva «catastrofica, per un settore che con il suo indotto vale, in Italia, il 13% del Pil e occupa 1,2 milioni di persone».
«Il dato a cui andiamo incontro, di 1,3 milioni di unità - aggiunge Filippo Pavan Bernacchi (Federauto) - rappresenta un -35% rispetto a quei 2 milioni di veicoli considerati come il livello minimo per la sopravvivenza della filiera. E il primo a essere danneggiato da questo tracollo è (paradossalmente) proprio lo Stato, che perde oltre 3 miliardi tra Iva e tasse varie». Interventi incisivi che mettano in moto il rilancio vengono sollecitati dal presidente dell'Unrae, Jacques Bousquet, mentre Angelo Sticchi Damiani (Aci) mette il dito nella piaga: «Le famiglie hanno una gran voglia di cambiare l'auto, ma non ci sono soldi».
L'Aci evidenzia anche come ad andare male sia anche l'usato: -4,6% i passaggi di proprietà per le auto e -22,8% quelli per le moto. L'auto di seconda mano, comunque, ha un bilancio positivo: da gennaio +1,9% (negative invece le due ruote: -8,7%).
In un mese di marzo, fortemente condizionato dallo sciopero delle bisarche di un anno fa, i marchi del gruppo Fiat hanno segnato un progresso del 5,3%, con la quota di mercato al 28,78% (+2,8%). Per tutti i costruttori, comunque, saranno aprile e maggio i mesi della verità, quelli cioè che daranno un chiaro segnale sulla tendenza del mercato. A questo proposito, molto dipenderà dalla soluzione o meno della crisi politica.
Tornando al gruppo Fiat, sicuramente più indicativi sono i dati in arrivo dagli Usa: le vendite del marchio sono cresciute del 3% il mese scorso (+9% dall'inizio dell'anno) grazie all'impatto positivo della gamma 500.