In auto elettrica da Milano a Roma

Da domani in funzione lungo la tratta le prime 30 colonnine Enel

Da Milano a Roma con l'auto elettrica ora è possibile, senza la preoccupazione di rimanere a secco di energia per l'impossibilità di effettuare la necessaria ricarica. Enel ha infatti collocato le prime 30 colonnine sulla tratta Milano-Roma a una distanza di circa 60 chilometri l'una dall'altra. Le colonnine, in funzione da domani, 1 ottobre, sono state disposte nelle aree adiacenti ai caselli autostradali allo scopo di permetterne l'utilizzo anche a chi utilizza veicoli elettrici negli spostamenti extraurbani. Accordi, in proposito, sono stati presi con centri commerciali (tra cui il circuito Outlet Village), Comuni, hotel, ristoranti, Aci e le stazioni di servizio Total Erg e Api/Ip. Tutti luoghi dotati di spazi idonei alla sosta necessaria per il rifornimento di corrente elettrica.

Le colonnine del tipo Fast Recharge garantiscono il «pieno» in una ventina di minuti al prezzo promozionale (fino al 15 gennaio) di 0,217 euro al minuto: 13 euro l'ora. Da Milano a Roma (poco meno di 600 chilometri), quindi, su una vettura tipo l'attuale Nissan Leaf, con 250 chilometri di autonomia, occorreranno almeno tre soste di 20 minuti (4,34 euro per ogni rifornimento rapido): il tempo per uno spuntino, un mini-shopping o un semplice relax. L'autonomia delle auto elettriche dipende molto da come si guida: importante è mantenere un'andatura costante e sfruttare il recupero di energia nelle decelerazioni e nelle frenate. La silenziosità del motore, infatti, può indurre a darci dentro con l'acceleratore con il conseguente dispendio di energia. Evidente il risparmio rispetto al veicolo tradizionale: tra «pieno» di elettricità (13 euro) e pedaggi (41,30 euro) si spenderanno 54,30 euro, quasi la metà nel confronto con una normale auto. L'iniziativa di Enel porta il nome di Eva+ e prevede l'installazione, in tre anni lungo le reti viarie extraurbane, di 200 impianti di ricarica veloce: 180 quelli destinati all'Italia, mentre gli altri 20 riguarderanno la confinante Austria. Il programma è cofinanziato dalla Commissione Ue, coordinato da Enel, con la collaborazione della multiutility austriaca Verbund e alcuni tra i principali produttori di vetture elettriche: Nissan, Renault, Bmw e Volkswagen Group Italia con le marche Vw e Audi.

Nuove colonnine saranno installate a ottobre sul Grande raccordo anulare e la Salerno-Reggio Calabria. A Milano l'impianto sarà attivo alla stazione di servizio Api/Ip in via La Spezia, all'imbocco delle tangenziali e della A7 per Genova (colonnine a Trivolzio, uscita Bereguardo, Tortona e Ronco Scrivia).

Commenti
Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Sab, 30/09/2017 - 15:11

Volkswagen ha piani ambiziosi per la mobilità elettronica. Tuttavia, il Dieselskandal è tutt'altro che lontano. Due anni dopo lo scoppio del Dieselskandal, Volkswagen è il più grande gruppo automobilistico mondiale con un totale di dodici marche. Il Gruppo ha presentato buone figure di business per la prima metà del 2017. Entro il 2025 verranno offerti circa 50 veicoli elettrici. Dopo le turbolenze degli ultimi due anni, la quota VW è stata valutata ad un livello molto basso, con un rapporto P / E. Tuttavia, l'azienda deve probabilmente adottare una visione a lungo termine della tecnologia diesel. Anche a causa delle recenti accuse sul cartello, VW non si riposa. VW manca anche di un partner strategico nel segmento a basso prezzo. E tra gli analisti, i Wolfsburger non hanno ancora recuperato il vecchio standing.

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Sab, 30/09/2017 - 15:14

Ambizioso elettro-offensivo: entro il 2025, il gruppo Volkswagen vuole diventare un fornitore leader di automobili elettriche. Oltre all'espansione della tecnologia della batteria e della guida autonoma, entro il 2025 saranno introdotti circa 50 modelli elettrici completi. Lo studio E-Bulli, presentato in agosto, è stato un grande successo. Valutazioni favorevoli: Dopo la crisi, la quota di Volkswagen è valorizzata favorevolmente dai dati operativi. Il rapporto prezzo-guadagno stimato per l'anno 2017 è inferiore a sei. Dopo i tagli nei due anni di crisi, i dividendi rischiano di aumentare nuovamente a medio termine.