Auto, «tira» l'Europa in austerity

In febbraio Fiat Chrysler Automobiles continua la sua striscia positiva sul mercato europeo, raccogliendo un dato di vendite (+11,2%) superiore a quello complessivo (+7%). Un altro passo avanti, dunque, per il gruppo guidato da Sergio Marchionne in direzione dell'azzeramento delle perdite previsto per la fine di quest'anno e confermato dal responsabile dell'area Emea, Alfredo Altavilla. Al risultato positivo che porta a una crescita dell'8,6% nel bimestre delle immatricolazioni in Europa di Fca, la Borsa ha però risposto, dopo un rally durato otto sedute consecutive, con prese di beneficio. Il titolo ha così chiuso a 15,47 euro, arretrando del 2,09% (a ripiegare è stato anche l'azionista Exor: -1,78% a 40,82 euro). Il mercato, rispetto ai dati sulle vendite, continua a guardare con maggiore attenzione agli sviluppi sul fronte delle alleanze, alla prossima quotazione di Ferrari e al 24 giugno, giorno della presentazione del primo modello del nuovo corso di Alfa Romeo.

Tutti in crescita i marchi di Fca (ora al 6,9% di quota mercato): +182,4% Jeep grazie soprattutto alla novità Renegade prodotta a Melfi; +5,1% Fiat; +1,4% Alfa Romeo; +5,6% Lancia. Tra Ferrari e Maserati, invece, sono state registrate complessivamente 449 vetture. In Europa, intanto, a tirare - come ricorda il Centro studi Promotor - sono paradossalmente i Paesi più penalizzati dalle politiche di austerity dell'Eurozona. A guidare i rialzi è il Portogallo (+35,6%), seguito dalla Spagna (26,1% sempre grazie alla settima tornata degli incentivi previsti dal «Plan Pive»), dall'Irlanda (+24,3%), dall'Italia (13,2%) e dalla Grecia (12,4%). Ma a salire sono anche gli altri grandi mercati. Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor, ricorda in proposito che il mercato automobilistico dell'Ue, nonostante la diciottesima crescita consecutiva dal settembre 2013, «resta ancora lontano dai livelli ante-crisi» e che lo scorso anno «il gap era del 19,4%». E sempre Quagliano, nell'analizzare le vendite in Italia, sottolinea come «a emergere sia la crescita del noleggio a lungo termine ai privati». «È un aspetto importante - aggiunge l'esperto - in quanto per parlare di una vera ripresa del mercato italiano occorrono significativi incrementi anche nella domanda dei privati, oltre che di quella delle aziende».

Ecco allora Romano Valente, direttore generale dell'Unrae, rilanciare la proposta «di stimolare il rinnovo del parco circolante italiano aiutando le famiglie, a esempio, con il piano di detraibilità presentato tempo fa dall'associazione degli importatori (il 10% del costo di acquisto fino a un massimo di 2mila euro in 4 anni, l'acquisto di un'auto nuova con emissioni fino a 120 grammi/km di CO2 e la contestuale rottamazione di una vettura Euro 0, 1 o 2, ndr ), nonché con un'accelerazione al rinnovo del parco aziendale».