Le avances coreane danno gas a Fca

Voci di un interesse di Hyundai-Kia. Ma Marchionne pensa a Gm

Piazza Affari è preda della «sindrome Fca». A ogni voce su possibili accordi del Lingotto (è successo nella seconda metà di agosto con i rumors dalla Cina) le azioni fanno un grande balzo. E ora tocca alle indiscrezioni provenienti dalla Corea del Sud (lo stesso era accaduto alla fine di agosto) sull'interesse del Gruppo Hyundai-Kia per Fca. Il titolo ha così preso nuovamente il volo (+3,94%), superando ieri la soglia dei 15 euro (15,05 la chiusura).

A scatenare la corsa agli acquisti delle azioni Fca è stato il report di un analista, Lee Jae-il, responsabile automotive di Eugene Investment & Securities, che ha ipotizzato la nascita del primo colosso mondiale dell'auto, sostenendo anche la necessità dei coreani di puntare su una fusione alla luce dell'evoluzione dei mercati Usa e cinese.

È comunque singolare che l'analista in questione assegni a Fca una valutazione (9,83 miliardi di euro) molto più bassa di quella reale (23 miliardi ai valori di ieri). E quantifichi, in soli 5,6 miliardi, il gruppo guidato da Sergio Marchionne privo di Maserati e Magneti Marelli. Resta il fatto che la Borsa sembra aver perso la bussola.

In Italia, intanto, nelle sale operative si cerca di capire, rumors a parte, perché il titolo Fca continua a crescere. Circolano, così, alcune suggestioni, come quella che spiegherebbe l'exploit delle azioni del Lingotto con l'intenzione di presentare un'offerta «carta contro carta» su Gm, obiettivo cui Marchionne continuerebbe a guardare con attenzione.

Più sale il titolo Fca e meno si diluirebbe l'azionista Exor nel nuovo gruppo (9,5% rispetto al 29,23% con cui controlla ora Fca). Dal 2013 a oggi le azioni Fca sono cresciute quattro volte tanto, mentre quelle di Gm (il gruppo vale 47,5 miliardi) continuano a essere «inchiodate». Pure suggestioni. Però se ne parla.