Banche, aiuti di Stato anche per le venete: i bond saranno garantiti

Pop Vicenza e Veneto come Mps: ok europeo per far fronte alle esigenze di liquidità

Dopo il Monte Paschi, anche la Popolare Vicenza e Veneto Banca si aggrappano agli aiuti di Stato, previsti dal «Salva-risparmio», così da tornare a finanziarsi sul mercato obbligazionario. Il via libera della Commissione europea è arrivato ieri: in sostanza le due ex popolari del Nord-est, che il Fondo Atlante ha salvato dal bain-in la scorsa primavera con uno sforzo da 2,5 miliardi acquisendone il controllo, si apprestano a emettere nuovi bond. Questi titoli saranno protetti dalla «garanzia» pubblica e aiuteranno Vicenza e Treviso a raccogliere denaro fresco, a tassi di interesse si spera ragionevoli, rimediando all'emorragia dei depositi avvenuta nei mesi scorsi di fronte al dissesto lasciato dalle vecchie gestioni. Lo Stato per contro incasserà una commissione a fronte dello «scudo».

Il sostegno pubblico che - si legge in un comunicato è da intendersi «mirato, proporzionato e limitato nel tempo e nello scopo» - rappresenta un altro tassello del percorso di salvataggio dei due istituti. Atlante ha già versato in chiave precauzionale altri 900 milioni a dicembre e le due banche dovrebbero essere fuse in un'unica entità sotto la regia di Fabrizio Viola, come chiesto dal fondo guidato da Alessandro Penati anche per assestare un netto taglio ai costi. I rispettivi piani industriali sono in fase di ultimazione, ma se sarà scelta la fusione gli addetti in esubero potrebbero essere 2.400.

A fare da apripista, con una emissione obbligazionaria attesa tra 1,5 e 2 miliardi e riservata ai soli investitori istituzionali, dovrebbe comunque essere Mps, che ieri ha ricevuto la notifica della garanzia concessa dal Tesoro e ha riunito il cda: sul tavolo, oltre alla liquidità, il nuovo piano industriale. Insomma il bond sarà lanciato a breve, sicuramente entro la fine del mese, seguito da un secondo prestito a marzo.

Il decreto Salva-risparmio, che ha stanziato 20 miliardi per le banche in difficoltà, è «condivisibile», ha invece rimarcato Giuseppe Vegas in Parlamento. Quanto a Mps il presidente della Consob ha rimarcato che, dopo un «intenso monitoraggio» sul titolo, sono in corso «indagini, per accertare eventuali ipotesi di abuso di mercato». L'azione, sospesa dalla Borsa dal 22 dicembre, ha perso in un anno l'80%. Il ritorno di Mps sul listino «non sarà immediato», ha detto Vegas e avverrà solo dopo il piano industriale. Quindi la proposta di estendere il ristoro a «tutti» i piccoli obbligazionisti subordinati del gruppo senese, ma fissando un prezzo di rimborso «non superiore» a quello d'acquisto.

Commenti

flip

Sab, 21/01/2017 - 09:08

nel 1993 sotto il vasto regno di Ciampi fu creato, e fortemente voluto da bankitalia, il CICR (attuale organo dello Stato) che garantisce i debiti delle banche nei confronti dei loro sovvenzionatori (clienti depositanti (ed ampiamente truffati). Così facendo bsnkitalia ed il suo codazzo di banchette se ne sono lavate le mani. i loro debiti li paga LO STATO cioè noi. Inoltre lo STATO interviene anche per salvare le banche in difficoltà per la loro dimostrata allegra incapacità imprenditoriale. (Adesso si mettono a fare piani "strategici"? per il futuro) c'è da ridere! SU QUALE BASI FANNO QUESTI PIANI?

flip

Sab, 21/01/2017 - 09:23

Dobbiamo per forza usare termini finanziari ed economici in inglese? l' Inghilterra è fuori dall' Europa e quindi non interessa più. per parlare in francese ci vuole la erre moscia (come loro). Il tedesco e lingue nord europee neanche a parlarne. c'è rimasta la lingua Italiana; la più bella e facile ed è conosciuta in tutto il mondo. Non mettiamoci sempre a 90°. Tanto chi si pavoneggia con la lingua inglese, non conosce neanche l'italiano (parlato e SCRITTO)