Banche d'affari sul business Popolari

Italiani e stranieri in fila per accaparrarsi un tesoretto di almeno 10 milioni di euro di commissioni

Una pioggia di denaro sta per ricoprire le banche d'affari che prenderanno posto al gran banchetto del risiko delle Popolari. Parliamo di un business complessivo di almeno 10 milioni di euro dove a fare la parte del leone sono le big nostrane come Mediobanca e i colossi internazionali come Lazard, Goldman Sachs e Rothschild.

In tavola sta per essere servito un piatto ricchissimo: la riforma varata dal governo Renzi che impone la trasformazione in spa delle banche popolari con oltre 8 miliardi di attivi interessa i dieci principali istituti di credito del settore da accompagnare all'altare. Il conto alla rovescia è partito: le norme di attuazione della riforma emanate da Banca d'Italia sono entrate in vigore il 27 giugno scorso. Entro diciotto mesi, ovvero entro il 27 dicembre del 2016, le banche popolari di maggiori dimensioni dovranno abbandonare la forma cooperativa e assumere quella di società per azioni, cambiando i loro statuti. Quanto al «gioco delle coppie», le combinazioni più gettonate nelle sale operative sono Ubi-Banco Popolare o Banco-Bpm o Bpm-Carige o Bpm-Bper, ma qualche indizio in più lo si avrà con il verdetto degli «Srep», ovvero il processo di revisione e valutazione prudenziale dei rischi imposto dalla Bce. Quando si avrà più chiaro il reale stato di salute delle singole banche, partiranno le danze. Che sono necessarie al sistema, come ha ribadito domenica a Cernobbio il ministro del Tesoro, Piercarlo Padoan, incoraggiando gli istituti «ad approfittare dell'opportunità perché alla fine di questo meccanismo siano più forti e di maggiore dimensione». E anche perché, più il sistema si consolida e più sarà facile evitare casi di bail-in, ovvero il salvataggio interno che coinvolge azionisti, obbligazionisti e correntisti.

Nel frattempo, le banche d'affari si fregano le mani e qualcuna si è già accaparrata l'incarico di «sensale»: Rothschild è stato chiamata da Veneto Banca mentre la Popolare di Vicenza ha assoldato Mediobanca per cercare marito. L'istituto guidato da Alberto Nagel è stato anche scelto dal Banco Popolare insieme a Bank of America Merrill Lynch per la definizione delle future prospettive strategiche e nella conduzione di eventuali operazioni straordinarie. Mediobanca è favorita anche per la corsa ad assistere Carige e Ubi potrebbe rispolverare gli antichi legami con Credit Suisse. Il consiglio di gestione di Bpm ha, intanto, nominato Citigroup e Lazard e Bper ha invece optato per Goldman Sachs.

Nelle casse delle banche d'affari sta dunque per entrare un tesoretto di commissioni: è possibile stimare i valori in gioco sopra il milione di euro per ciascuna operazione.

Si tratta di numeri approssimativi perché la retribuzione solitamente si divide in due parti: una fissa (solitamente per retribuire i costi) e una variabile spesso legata al successo dell'operazione dal cui valore dipende anche la fee : più grosso è il matrimonio, più alto è ovviamente l'incasso per l'advisor (nel caso delle Popolari l'affare è assicurato visto l'input sistemico a celebrare il matrimonio). Non esiste comunque una tariffa standard, dipende da come viene strutturato il contratto di consulenza e anche dai rapporti fiduciari con il management dell'istituto che affida il mandato.

Non solo. Chi ha già in attivo una relazione di consulenza con la banca committente su altre operazioni come un aumento di capitale, può inoltre presentare parcelle «a pacchetto». Ma l'abbuffata al banchetto delle Popolari è assicurata.