Banche fuori da Saipem Un affare da 90 milioni

Il titolo risale (ieri +7%): gli istituti vendono in utile il 12% del capitale. E incassano le commissioni

Camilla ContiMissione compiuta. Le banche del consorzio di garanzia dell'aumento di capitale da 3,5 miliardi di Saipem sono uscite dal capitale del gruppo petrolifero. L'operazione, che era già partita nei giorni scorsi con cessioni limitate in modo da non influenzare l'andamento del titolo, è stata completata ieri attraverso un collocamento sul mercato di 700 milioni di azioni pari al 6,3% operato da Jp Morgan e Goldman Sachs, capofila del consorzio, a un prezzo di 0,39 euro l'una.Gli altri istituti che avevano sottoscritto il 12,2% di l'inoptato - tra cui Mediobanca e Unicredit - si sono mossi in Borsa dopo che il titolo ha superato il prezzo di sottoscrizione dell'aumento pari a 0,362 euro. L'unica a non vendere, almeno per il momento, le sue quote pari all'1,4%, sarebbe stata Banca Imi. Nei giorni scorsi l'amministratore delegato della capogruppo Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, aveva peraltro dichiarato che la partecipazione non sarebbe stata ceduta nell'immediato. Ieri Saipem ha chiuso a 0,42 euro con un rialzo del 7,2 per cento dopo una serie di recuperi iniziata già da almeno una settimana. Il controvalore del collocamento di ieri è stato di 273 milioni mentre al prezzo dell'aumento i titoli valevano 253,4 milioni. Quindi i due istituti hanno realizzato nel complesso una plusvalenza di circa 20 milioni di euro. Al guadagno della vendita si aggiunge quello portato a casa dalle banche del consorzio con le commissioni. Secondo quanto si legge nel prospetto informativo, le spese complessive di Saipem per l'aumento di capitale - comprensive delle commissioni da corrispondere appunto al consorzio - sono stimate in circa 50 milioni di euro. Il credit watch negativo dell'agenzia Standard&Poor's che lo scorso 8 febbraio ha messo sotto osservazione il titolo ha però fatto lievitare lil conto: nello stesso prospetto veniva infatti indicati che in caso di annuncio di avvio di una procedura di revisione dei rating di Saipem con possibili implicazioni negative al di sotto del livello di investment grade, le banche e Saipem avrebbero negoziato «in buona fede una revisione delle commissioni di garanzia per adeguarle al mutato profilo di rischio dell'aumento di capitale».In totale il bottino, fra le tariffe maggiorate e plusvalenze da cessione, potrebbe dunque aggirarsi attorno agli 80-90 milioni di euro.

Commenti

marygio

Mar, 08/03/2016 - 10:34

poi ci raccontano della redditività delle banche. la verità che è la nostra borsa è in mano a un manipolo di buffoni di cialtroni . manovrata come fossimo il burundi. non c'è una trimestrale che sia una che giustifichi i crolli a cui abbiamo assistito e non la finiranno qua.

marygio

Mar, 08/03/2016 - 10:44

non è mica manovrata la borsa...no no....dai minimi quasi un 50% in un amem....si si ...... quando escono loro....ahhhhh. da codice penale. ma siamo in...italy...ahhhhhh