Le banche italiane nella tempesta

Titoli del credito in caduta libera, il governo tace e la Borsa crolla: -2,8%. Gli operatori: «Fondi sovrani in uscita»

Rodolfo PariettiTempesta era, e tempesta è ancora, con Piazza Affari sempre meno in grado di opporre resistenza all'onda delle vendite che continuano a scaricarsi soprattutto sulle banche. Un'altra giornata ad altissima tensione, nervosa e volatile, che ha visto Milano retrocedere di un altro 2,85% (10 miliardi di euro bruciati, Ftse Mib ai minimi da settembre 2013), dopo una picchiata a -4%, tra ripetute sospensioni per eccesso di ribasso, mentre le altre piazze europee hanno limitato i danni tra l'1 e il 2% di perdite. La diversa consistenza dei cali è un'ulteriore conferma che il mercato tricolore, oltre alle turbolenze internazionali, deve fronteggiare difficoltà tutte interne. Note quelle che riguardano le banche, impegnate in un difficile processo di aggregazione, in un'altrettanto ardua gestione delle sofferenze e appesantite dalle incognite sul varo della bad bank. Tutto ciò giustifica i 35 miliardi di capitalizzazione evaporata da inizio anno, e l'ennesima seduta di passione vissuta ieri (-5,90% l'indice di settore), in particolare da titoli come Banco Popolare (-10,02%), Bper (-8,28%), Ubi (-8,99%)? C'è chi sostiene che la speculazione, non potendo più attaccare l'Italia dal versante dello spread grazie allo scudo Bce, se la stia prendendo con le banche. Possibile, anche se la pistola fumante non c'è. Preoccupa, semmai, che questo ormai sistematico tiro al piccione avvenga senza uno stormir di fronda da parte del governo, più occupato a rintuzzare la fronda interna sulle unioni civili, e con Renzi ancora occupato nel suo Africa Tour. Una voce c'è, per la verità, ma è quella debole del ministro Padoan, inascoltato a Bruxelles, figuriamoci dagli speculatori. Del resto, ormai stantio il refrain che riconduce i dissesti borsistici a livello globale da inizio d'anno alla frenata della Cina (ieri il governo ha tagliato le stime di crescita 2016 al 6,5-7%, dopo il +6,9% dello scorso anno) e al petrolio cheap, nelle sale operative si tirano fuori altri market killer. Così, c'è il sell off che ha come matrice i potenti fondi sovrani mediorientali, impegnati a tamponare le falle che si sono aperte nei bilanci nazionali proprio a causa della picchiata delle quotazioni del greggio. Certo non è una tesi nuova, ma sarà sempre buona finchè il prezzo del barile non risalirà in modo sensibile. A poco servono recuperi spot, come quello di ieri (a New York +6%, a 31,42 dollari) malgrado in gennaio le scorte Usa siano salite di 7,8 milioni di barili, il picco più alto dal 1930. Nelle sale operative c'è però chi fa notare come le vendite potrebbero essere riconducibili ai timori di una imminente recessione mondiale. Di sicuro, la Federal Reserve ha assunto un atteggiamento più guardingo. Nonostante in gennaio siano stati creati 205mila posti di lavori in gennaio, ieri il presidente della Fed di New York, William Dudley, non ha esitato a parlare di condizioni finanziarie molto più irrigidite da quando la banca centrale Usa ha alzato i tassi. «I responsabili di politica monetaria dovranno prendere in considerazione la persistenza del fenomeno». Ovvero: se l'aria non cambia, di altre strette non se ne parla per quest'anno. I future sui Fed Fund indicano un 10% di possibilità di una stretta in marzo. Praticamente, chance nulle.

Commenti

marygio

Gio, 04/02/2016 - 13:29

si va bene qua ci facciamo del male da soli innescando pessimismi fuori luogo. sui npl si son dette boiate enormi.poi il problema non siamo noi.....dare un occhio ai conti di deusche bank e credit suisse, roba da incubo....fossero banchenostre ce le facevano fallire in 2 giorni....ahhhhhhhhhhhhhh

marygio

Gio, 04/02/2016 - 13:48

credit suisse ha perso il 50% da agosto....senza renzi ....ahhhhhhhhhh. ma il bello è che imperversano imperterriti a dare target a destra e a manca.....se lo diano a se stessi il target. inquisiti e incriminati in ogni angolo del globo...tra le altre cose. ci sarebbe da ridere se non fosse da piangere

zuchet

Gio, 04/02/2016 - 15:34

Ma il bail in che è stata ed è la fonte di tutti questi guai i nostri rappresentanti al Bruxelles LO HANNO VOTATO! LO HANNO VOTATO !! LO HANNO VOTATO !!! MALEDETTI! MALEDETTI !! MALEDETTI !!!

zuchet

Gio, 04/02/2016 - 16:45

Ma vi rendete conto della mostruosità de bail in. Chi ha depositato i suoi soldi sul conto corrente, se ha un deposito superiore a 100.000 euro, concorre per l'eccedenza a rispondere dei debiti della banca! Quel povero disgraziato non ha fatto speculazioni, non ha fatto investimenti di nessun tipo, si è limitato a depositare i soldi in banca, e non poteva fare altrimenti salvo tenerli sotto il materasso e poi non poterli usre per le restrizioni all'uso del contante. La banca fallisce e lui è chiamato a rispondere. E' DEMENZIALE !!! E i nostri rappresentanti a Bruxelles hanno votato il bail in!!! LO HANNO VOTATO! LO HANNO VOTATO !! LO HANNO VOTATO !!! MALEDETTI! MALEDETTI !! MALEDETTI !!!

marygio

Ven, 05/02/2016 - 15:48

intanto usciti i conti di intesa. strepitosi e intesa è in italia o sbaglio?