Banchieri Geronzi: «Mediobanca perno del sistema, per sostenere la ripresa»

Mediobanca nell’attuale contesto di crisi economica ha un ruolo di grandissima importanza e il ritorno alla governance tradizionale, supportata dalla presenza dei manager in cda, le consentirà di svolgere questo compito al meglio. Lo ha detto il presidente Cesare Geronzi rispondendo ieri ai soci riuniti in assemblea, a Milano.
Geronzi ha esplicitato quello che era nell’aria da tempo: la determinazione di Mediobanca, ora che il banchiere romano ne è diventato il presidente unico, a svolgere un ruolo centrale sia nel raccordo tra finanza e politica, sia in quello tra imprese e credito. Lo si era già visto nella prima drammatica settimana di questo mese, quando il ministro Tremonti invitò il solo Geronzi, insieme con il suo amministratore delegato Alberto Nagel, a rappresentare la situazione del credito nella riunione d’emergenza con Bankitalia, Confindustria e Abi.
«Questa banca - ha detto ieri Geronzi a Milano - in un contesto come questo è straordinariamente importante. Insieme ad altre grandi banche dovrà sostenere la ripresa economica del Paese», ha detto Geronzi. E al termine dei lavori assembleari il presidente ha sottolineato che Piazzetta Cuccia «ha il suo ruolo storico di perno del sistema italiano, vocato a sostenere l’attività produttiva del Paese». Nessun problema, per Geronzi, che ci ha tenuto a sottolinearlo, con il management: ogni contrasto maturato a fine estate è rientrato e l’assemblea di ieri ha di fatto sancito l’ingresso nella nuova era. E oggi è proprio la struttura della banca che sostiene questa determinazione a contrastare la crisi dei mercati.
Ma da Geronzi è arrivato anche un più ampio richiamo alla concordia e all’azione comune tra le tante anime di cui l’istituto si compone. Il che si potrebbe allargare alle altrettante anime del potere finanziario nazionale: «Il mercato è compresso e difficile e tutti dobbiamo essere uniti senza competizioni eccessive e senza personalismi e questo abbiamo fatto. Questo, e dovete riconoscercelo, è un atto di responsabilità che ci conduce a un governo migliore».