Barclays: Diamond lascia, ma è bufera

Lo scandalo Barclays continua a mietere vittime. Dopo il presidente Marcus Agius ieri è toccato al potente e superpagato amministratore delegato, l’americano Bob Diamond, dare le dimissioni. Seguito dal suo più stretto collaboratore, il direttore generale Jerry del Missier che era stato condirettore della divisione investimenti dove, dopo la crisi finanziaria globale, pare si siano svolte molte delle malversazioni contestate dalle autorità. In realtà quella di Barclays sembra essere solo la punta dell’iceberg delle manipolazioni che la banca inglese e un’altra ventina di consorelle britanniche sembrano aver compiuto sui tassi interbancari. Gli istituti nel mirino infatti comunicavano valori più bassi sui tassi che dovevano pagare nei prestiti tra banche. Un modo per nascondere le difficoltà a finanziarsi sul mercato e, secondo il Wall Street Journal, anche per gonfiare i profitti di alcuni trader. A Barclays è stata già comminata una sanzione da 360 milioni di euro, ma è solo la prima di una lista che potrebbe rivelarsi lunga. Ora sul caso pesa una inchiesta parlamentare e alcuni dei maggiori politici inglesi ieri hanno salutato l’addio di Bob Diamond come il primo passo verso una «nuova cultura per le banche britanniche». Del caso si stanno occupando anche le autorità di controllo statunitensi. Barclays, infatti, è molto attiva sulla piazza di New York avendo rilevato gli asset, la sede e molti dei dipendenti di Lehman Brothers la banca fallita nel 2008 che ha innescato la crisi finanziaria mondiale. Sotto analisi ci sono anche altre banche. Alcune delle quali hanno rivelato di essere oggetto di approfondimenti. Giganti globali quali le americane Citigroup e JP Morgan, le britanniche Hsbc e Royal Bank of Scotland (controllata dallo Stato) ma anche la tedesca Deutsche Bank. Dall’Italia il presidente dell’Abi, Mussari, ha fatto sapere che non ci sono banche italiane coinvolte. Oggi l’ex ad Diamond dovrà presentarsi davanti alla commissione parlamentare e già sono emerse indiscrezioni di possibili coinvolgimenti di esponenenti della Banca di Inghilterra come Paul Tucker e del mondo politico. Diamond pare non abbia nessuna intezione di stare zitto e ha già spedito una mail in cui tira in ballo «figure di spicco del governo» laburista. Quanto a Barclays, al presidente dimissionario Angius è stato chiesto di restare per supervisionare la procedura di scelta del nuovo ad. Si potrebbe procedere internamente, e in questo caso il più papabile appare Antony Jenkins, attuale direttore della divisione retail oppure esterna. Tra i nomi ipotizzati vi sono Colm Kelleher, dell’americana Morgan Stanley, Richard Meddings, direttore finanziario di Standard Chartered, Bill Winters di JPMorgan e Hugo Baeziger di Deutsche Bank.
In Borsa il titolo Barclays dopo le ingenti perdite della settimana scorsa è salito di un altro 0,8% ma dall’inizio dello scandalo le perdite ammontano al 14%.