Barilla spinge l'utile (+35%) ma l'Italia frena

Barilla punta con forza allo sviluppo internazionale e prova a dare la scossa al mercato italiano, il più lento a uscire dalla crisi. Licenziando i conti del 2014, la multinazionale della pasta ha fatto il punto sullo sviluppo del business e sulle strategie future rivelando una debolezza domestica, dove genera il 49% del proprio fatturato e ha perso, dal 2012, qualcosa come 8-9 punti percentuali, pur riuscendo a difendere la propria quota di mercato. Situazione ben diversa quella registrata negli altri Paesi, anche europei, che con l'attenuarsi della crisi hanno ripreso a consumare. E nei Paesi «nuovi» quali Polonia, Russia e Regno Unito.

A conti fatti, è l'estero, dunque, a dare le maggiori soddisfazioni con un +5% in Europa (esclusa l'Italia), +4% nelle Americhe e +6% nella regione Asia, Africa e Australia. Particolarmente forte la crescita in Brasile e Russia (+50% e +93%). Così, con un piano di investimenti da 155 milioni (15 in Italia) la società vuole togliersi di dosso l'immagine «regionale» per agguantare i vantaggi dell'internazionalizzazione e della diversificazione. Conti alla mano, nel 2014 il fatturato è cresciuto del 2% a 3,2 miliardi (+1% includendo l'effetto cambi), l'ebitda si è attestata a 427 milioni (da 409) e l'utile netto è cresciuto del 35,8% a 125,5 milioni con il debito che (grazie alla rinegoziazione con le banche) è sceso a 250 milioni. Di fatto, però, il rallentamento italiano e i prezzi del grano che in Usa sono lievitati del 40% hanno compromesso l'obiettivo 2020, che prevedeva il raddoppio dei ricavi.

Quanto al 2015, escludendo ancora una volta la quotazione in Borsa e assicurando che i prezzi della pasta non subiranno aumenti, il presidente Guido Barilla ha spiegato che «l'inizio dell'anno è in linea con le aspettative e la società si attende una crescita del 3% dei ricavi». A questo scopo la società di Parma ha annunciato un rilancio in Italia a livello di comunicazione, lanciando una pasta di migliore qualità e presentando «CucinaBarilla», un nuovo forno microonde sviluppato insieme a Whirlpool, per preparare in casa pane, pizza, pasta e altri piatti. La commercializzaizione è prevista in estate, nonostante i problemi sindacali della multinazionale del «bianco». Quanto allo shopping, «Barilla sta guardando ad acquisizioni internazionali nelle categorie del primo piatto all'italiana e quindi pasta, sughi e prodotti da forno - ha dettol'ad Claudio Colzani - il nostro obiettivo primario è il Sudamerica perché lì c'è consumo di pasta e noi portiamo pasta di qualità. Vogliamo avere una quota del 20% a livello mondiale nel settore della pasta e del 25% nei mercati emergenti dove oggi siamo al 7-8%».