La Bce dà guerra al Bitcoin: «Servono regole più severe»

«Una moneta regionale di Internet». Fino a un paio di anni fa, così la Bce liquidava il fenomeno delle cripto-valute. Come però c'insegna il fresco Nobel Bob Dylan, i tempi stanno cambiando. Ed ecco quindi finire nel mirino dell'Eurotower il Bitcoin e i suoi fratelli. Rivela la Reuters che la banca centrale guidata da Mario Draghi, chiamato oggi a fugare ogni dubbio su propositi di tapering anticipato, ha inviato lunedì scorso a Bruxelles un parere legale con cui consiglia di non promuovere l'uso delle valute virtuali, sprovviste dello status giuridico di moneta. La mancanza del «patentino», suggerisce la Bce, dovrebbe indurre la Commissione europea a dare un giro di vite alla moneta elettronica attraverso l'introduzione di nuove e più stringenti regole.

Ma qual è il timore dell'istituto di Francoforte? In sostanza, un minor utilizzo del denaro «vero» se il Bitcoin dovesse prendere piede. In questo caso, si potrebbe verificare una riduzione significativa dei bilanci delle banche centrali. Con il risultato di una perdita di controllo sull'offerta di moneta e, in definitiva, sulla capacità di influenzare i tassi di interesse a breve termine.

Di sicuro, Draghi ha tuttavia altro a cui pensare in questo momento. Dall'eurozona continuano ad arrivare segnali contrastanti che rendono difficile pensare a una ricalibratura della politica monetaria. Posto che nella riunione odierna non verrà modificato lo status quo, tutta l'attenzione sarà concentrata sulla conferenza stampa del pomeriggio, incentrata sulle possibili indicazioni relative al taglio degli acquisti mensili una volta scaduto, a marzo 2017, il programma. Gli analisti concordano sul fatto che un annuncio sull'avvio del tapering non arriverà prima del prossimo dicembre. In quel mese, infatti, la Bce comunicherà le nuove stime, che per la prima volta includeranno previsioni anche per il 2018.

Dicembre sarà un mese particolarmente caldo anche per le decisioni sui tassi che potrebbe prendere la Federal Reserve. Il Beige Book, diffuso ieri sera, contiene una novità: l'ammissione che le elezioni presidenziali sono fonte di incertezza e un peso su alcuni settori dell'economia all'interno di un quadro generale in cui la crescita resta moderata.

RPar