Bce: Italia a rischio deficit per Imu, Iva e debiti Pa

L'Italia potrebbe non riuscire a rispettare il limite europeo sul deficit. In luglio la Banca centrale europea ha registrato un aumento del fabbisogno finanziario di 28 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2012. Una crescita che «mette in risalto i rischi crescenti per il conseguimento dell'obiettivo di disavanzo delle amministrazioni pubbliche nel 2013 (2,9% del Pil)». Il fabbisogno cumulato all'inizio dell'estate è già al 3,3% del Pil. Tra i motivi la Bce indica «l'erogazione di sostegno al settore finanziario e al rimborso di arretrati», cioè per il pagamento dei debiti della Pa. Poi l`abolizione della prima rata dell`imu, il cui «mancato gettito, pari a 2,4 miliardi di euro circa» sarà «compensato mediante un contenimento della spesa e maggiori entrate». Poi il rinvio dell'aumento Iva.
Il ministero dell'Economia ieri non ha commentato ufficialmente. E il motivo è che i conti della Bce sono gli stessi di via XX settembre. Lo sforamento, ha confermato il ministro del Lavoro Enrico Giovannini, «è una preoccupazione che la Bce condivide con il Governo per questo abbiamo previsto la clausola di salvaguardia».
Tradotto, è sempre più probabile che scattino le misure che garantiscono la copertura dal decreto Imu-esodati. Cioè l'aumento delle accise e degli acconti Ires, Irap.
Per il resto il bollettino di settembre della Bce è cautamente ottimista sulla crescita dell'Unione. Alla fine del 2013, Francoforte si attende un saldo del Pil negativo dello 0,4%, ma nel 2014 tornerà a crescere al ritmo dell'1 per cento, soprattutto, secondo l'istituto guidato da Mario Draghi, grazie a un ritorno della domanda interna negli stati membri. Che in Intalia rimane ancora bassa, come ha osservato ieri Confcommercio. Un'emergenza, visto che gli acquisti delle famiglie italiane «valgono l'80% del Pil» - ha sottolineato il presidente Carlo Sangalli. Sempre più urgente, quindi, evitare l'aumento dell'Iva.
Sul fronte italiano, le istituzioni internazionali continuano a sottolineare i rischi - non solo per il Belpaese - dell'instabilità politica. L 'economia dell'Eurozona «potrebbe essere al punto di svolta» ma «vi sono rischi significativi, fra cui l'instabilità politica in alcuni paesi», ha spiegato Olli Rehn, commissario Ue per gli affari economici. Un invito a non interrompere il risanamento ieri è arrivato anche dal Fondo monetario internazionale.